Una nuova legge regola l’uso dell’intelligenza artificiale sul lavoro: obblighi di trasparenza per le imprese, nascita di un Osservatorio nazionale e incentivi fiscali per attrarre ricercatori e professionisti qualificati.
IA in azienda: diritti e obblighi
L’articolo 11 della legge stabilisce che l’IA può essere impiegata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare la salute dei dipendenti e aumentare la produttività.
C’è però un vincolo chiaro: nessun sistema può violare la dignità della persona né compromettere la privacy.
Per i datori di lavoro scatta un obbligo di trasparenza: se si usano algoritmi per assumere, valutare o assegnare mansioni, i lavoratori devono esserne informati in modo chiaro e comprensibile. Le informazioni devono essere condivise anche con le rappresentanze sindacali.
Nasce l’Osservatorio nazionale
La legge istituisce presso il Ministero del Lavoro un Osservatorio sull’adozione dell’IA. Avrà il compito di monitorare l’impatto sul mercato, individuare i settori più esposti e proporre strategie per contenere i rischi. Un punto centrale sarà la formazione, sia dei dipendenti sia degli imprenditori, per usare la tecnologia in modo consapevole.
Professioni intellettuali: il pensiero umano resta al centro
Per avvocati, consulenti e altre professioni intellettuali, la norma è chiara: l’IA potrà essere usata solo come strumento di supporto, ma il lavoro dovrà restare prevalentemente frutto del pensiero critico del professionista. Inoltre, chi utilizza sistemi di IA dovrà informare i clienti in modo trasparente.
Incentivi per chi rientra in Italia
Un’ultima novità riguarda i cosiddetti “impatriati”: lavoratori qualificati che tornano in Italia dall’estero. Già esisteva un regime fiscale agevolato, ma ora vi rientrano anche i ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale. Per loro, i redditi prodotti in Italia concorreranno al reddito imponibile solo al 50%, rendendo più vantaggioso il rientro.
Cosa significa per le PMI
Per le piccole e medie imprese questa legge rappresenta una sfida ma anche un’opportunità:
- obbligo di chiarezza nell’uso dell’IA con i lavoratori,
- possibilità di accedere a strumenti di formazione,
- incentivi fiscali se si attraggono profili qualificati dall’estero.
La direzione è chiara: IA sì, ma con regole precise e al servizio delle persone.
Box operativo: i primi passi per le PMI
- Verificare gli obblighi di trasparenza: mappare i software e sistemi già usati in azienda e verificare se rientrano tra quelli che richiedono informativa ai lavoratori (assunzioni, valutazioni, assegnazione mansioni).
- Attivare percorsi di formazione: contattare le associazioni di categoria e i fondi interprofessionali (come Fondimpresa) che finanziano corsi su digitale e IA.
- Monitorare incentivi e bandi: consultare i portali del Ministero del Lavoro, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e di Invitalia per bandi su innovazione e rientro di lavoratori qualificati.
- Informarsi tramite sportelli locali: rivolgersi alle Camere di Commercio e agli sportelli PID (Punti Impresa Digitale), che offrono consulenza gratuita sull’uso dell’IA e sugli adempimenti normativi.
Per approfondire:
- Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- EU AI Act – Commissione Europea
Riferimenti normativi
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 – “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” (G.U. n. 223/2025)
- Regolamento (UE) 2024/1689 – c.d. AI Act, disciplina europea sull’intelligenza artificiale
- D.Lgs. n. 152/1997, art. 1-bis – Obblighi di trasparenza sull’uso di sistemi automatizzati nei rapporti di lavoro
- Legge n. 300/1970, art. 4 – Divieto di controllo a distanza dei lavoratori
- D.Lgs. n. 209/2023, art. 5 – Regime fiscale agevolato per i lavoratori impatriati
Glossario
- AI Act: regolamento europeo che stabilisce regole comuni sull’uso dell’intelligenza artificiale, in vigore dal 2024.
- Osservatorio IA: nuovo organismo istituito presso il Ministero del Lavoro per monitorare e guidare l’impatto dell’IA sul mercato del lavoro.
- Lavoratori impatriati: professionisti qualificati che rientrano in Italia dall’estero, beneficiando di agevolazioni fiscali.