L’associazione sarà presente anche al prossimo Tavolo di Lavoro convocato a Roma il 18 novembre, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di misure tempestive e concrete per sostenere la pianificazione degli investimenti produttivi delle aziende.
Fondi 4.0 ufficialmente esauriti
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato che, alla data odierna, risultano esaurite le risorse disponibili per la misura Transizione 4.0. Negli ultimi giorni si è infatti registrata un’impennata nelle prenotazioni, spinta dall’annuncio dell’esaurimento dei fondi di Transizione 5.0, che ha indotto molte imprese a correre ai ripari cercando accesso alla precedente misura nazionale.
Il contatore del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha segnato lo stop nella serata di martedì 11 novembre, dopo aver raggiunto il tetto dei 2,2 miliardi di euro destinati a Transizione 4.0 per il 2025.
Questa misura, lo ricordiamo, incentiva gli investimenti per l’acquisto o il leasing di beni strumentali funzionali a processi di innovazione digitale, ed è distinta dal piano successivo Transizione 5.0, che integra anche obiettivi di efficienza energetica e utilizza fondi europei del PNRR.
Un quadro critico anche per la Transizione 5.0
Il blocco delle risorse per Transizione 4.0 si aggiunge a quello già verificatosi per la misura Transizione 5.0, il cui plafond iniziale di 2,5 miliardi di euro si è esaurito in pochi giorni a causa dell’elevata adesione delle imprese.
Il MIMIT ha precisato che il portale per le prenotazioni resterà aperto fino al 31 dicembre, ma i nuovi progetti verranno collocati in lista d’attesa, con possibilità di ripescaggio solo in caso di rinunce o di nuove risorse disponibili.
Nel frattempo, il Governo ha annunciato l’intenzione di rifinanziare una nuova versione del piano Transizione 5.0 per il 2026, con un meccanismo di iperammortamento che sostituirà l’attuale credito d’imposta. Tuttavia, le differenze tecniche e normative tra i due strumenti rendono complesso garantire continuità alle imprese che hanno già presentato progetti sotto il vecchio regime.
L’incertezza frena gli investimenti
Il repentino blocco dei fondi e la mancanza di una programmazione chiara per il 2025 stanno generando grande preoccupazione nel tessuto produttivo nazionale. Molte aziende avevano pianificato gli investimenti in tecnologie 4.0 e 5.0 sulla base di risorse che si ritenevano disponibili almeno fino alla fine del prossimo anno.
La sospensione di fatto delle misure rischia di congelare progetti di digitalizzazione, automazione e sostenibilità energetica, rallentando il processo di modernizzazione industriale del Paese proprio in una fase in cui competitività e innovazione sono cruciali.
Il ruolo di Confimi e il confronto con il Governo
In questo contesto, Confimi Industria continua a rappresentare con forza le istanze delle imprese, chiedendo una soluzione urgente che eviti l’interruzione degli investimenti già avviati e garantisca un percorso di continuità tra i programmi 4.0 e 5.0.
Durante il tavolo di lavoro del 18 novembre a Roma, Confimi porterà all’attenzione del Ministero alcune proposte operative, tra cui:
- la possibilità di reintegrare una quota delle risorse nazionali per riaprire il canale 4.0 in tempi brevi;
- la definizione di criteri di priorità per i progetti già presentati, così da non penalizzare le imprese più tempestive;
- la costruzione di un meccanismo stabile e pluriennale di incentivi che consenta alle aziende di pianificare gli investimenti tecnologici con certezza.
Come sottolinea Confimi, “il sistema produttivo italiano non può permettersi pause nell’innovazione: la transizione digitale e sostenibile è una priorità strategica e va accompagnata con strumenti chiari, stabili e accessibili”.