Tutti contro gli Isa. Il mondo professionale e produttivo mantovano rigetta con forza l'obbligatorietà per il 2018 degli Isa, gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale, «quasi a rimpiangere gli studi di settore che non hanno mai appassionato gli operatori». Questo è quanto segnalano i commercialisti e le associazioni imprenditoriali mantovane. I dottori commercialisti - afferma Stefano Ficarelli, presidente dell'Ordine - hanno già denunciato al Garante del contribuente della Lombardia sia le anomalie dei nuovi indici che ora sostituiscono gli studi di settore sia il notevole ritardo da parte dell'Agenzia delle Entrate nell'elaborare il software necessario per attribuire ad ogni singolo esercente il punteggio di affidabilità espresso dalle pagelli fiscali. Abbiamo notato punteggi stravaganti e inaspettatamente avari anche verso chi ha dichiarato in passato e ancora indica imponibili significativi e questi conteggi devono essere nuovamente ripresi dopo gli aggiornamenti del 23 e 30 agosto scorso al software predisposto dall'Agenzia Entrate. Il meccanismo degli Isa è ancora lontano dall'essere affidabile. Renderli facoltativi ci sembra dunque l'unica naturale conseguenza di quanto fino ad oggi accaduto».I commercialisti virgiliani manifestano il loro disappunto insieme alle principali associazioni produttive del territorio: Confindustria, Apindustria, Confesercenti, Cna, Confartgianato e Confai. Secondo Elisa Rodighiero, direttore di Cna Mantova, «le imprese, soprattutto quelle micro e piccole, chiedono chiarezza procedurale che si traduca in importi certi da versare all'erario, senza i quali non si possono programmare i bilanci, i costi e gli eventuali investimenti».«Siamo pienamente in sintonia con la posizione espressa dall'Ordine dei commercialisti - fa sapere Elisa Govi, presidente di Apindustria Confimi - siamo fortemente critici verso gli Isa e assolutamente contrari a una loro obbligatorietà per il 2018». Per Marco Speziali, presidente di Confai, la posizione assunta dai dottori commercialisti è assolutamente condivisibile.Il presidente di Confartigianato Imprese, Lorenzo Capelli, spiega che «siamo al paradosso. Sono stati introdotti gli Isa per calcolare l'affidabilità fiscale dei contribuenti e si manifestano come strumenti del tutto non credibili a questo scopo».«Gli Isa - commenta Nicola Dal Dosso, direttore di Confcommercio Imprese per l'Italia - si sono rivelati uno strumento alquanto inaffidabile per le numerose anomalie e criticità generate anche in capo ai contribuenti più virtuosi».Infine Confindustria Mantova: «Le difficoltà applicative sono oggettive - spiega il direttore Mauro Redolfini - ma ad oggi appare molto difficile la sostituzione dello strumento, sia per la necessità di un intervento legislativo in tempi ristretti, sia per la mancanza delle coperture economiche, stimate in 800 milioni di euro».
Scaricate la Gazzetta di Mantova - Sabato 7 settembre pagina 13