Ilaria Alpi 25 anni dopo: per lei alcune centinaia di persone sono arrivate al Diocesano ad ascoltare il ricordo dell'omicidio in Somalia il 20 marzo 1994 della giornalista Rai e del suo operatore Miran Hrovatin, e anche la denuncia dell'incredibile depistaggio iniziato subito.
Scaricate la Gazzetta di Mantova - Giovedì 5 settembre pagina 41
A parlare Gigliola Alvisi, che ha scritto il libro Per non tacere e che va a parlare di Ilaria nelle scuole con ragazzi di 16 anni che nel 1994 non erano nati (si stupiscono perché parlava piano e non era truccata), insieme al giornalista Rai Francesco Cavalli, che è andato più volte in Somalia sulle tracce dell'inchiesta costata la vita a Ilaria nel settimo viaggio in meno di due anni per parlare della guerra civile, della missione italiana e del traffico internazionale che aveva scoperto di armi e rifiuti tossici.Marcello Fois, che ha scritto la sceneggiatura del film su Ilaria Alpi interpretata da Giovanna Mezzogiorno, ha ricordato come la madre Luciana, morta un anno fa, aveva previsto che defunto il marito Giorgio e poi lei, l'inchiesta sarebbe stata archiviata. Ed è quanto succederà, ha detto Cavalli, il prossimo 20 settembre.Non è che non si sappia cosa è successo in Somalia: 15 mila pagine di inchiesta hanno ricostruito tutto, ma permane la volontà di nascondere. Nei primi 10 anni, ha ricordato Fois, hanno cambiato 6 procure: appena un giudice si era studiato 10mila pagine, il compito passava a un altro. Per non parlare del somalo che ha passato 17 anni in carcere, ed è uscito solo grazie all'inchiesta di una giornalista di Chi l'ha visto.E ha citato anche le 8 assoluzioni per le querele ricevute a causa del film. «Hanno querelato persino Paolo Fresu per la colonna sonora», ha ricordato Fois. E musica c'è stata ieri con la bellissima Mal d'Africa, scritta nel 2003 dal mantovano Stefano Boccafoglia per la Scraps Orchestra e dedicata a a Ilaria e Miran (cd Il diavolo di mezzogiorno) che l'ha eseguita con Giorgio Signoretti alla chitarra elettrica. -