FERRARI COSTRUZIONI MECCANICHE ATTIVA DA 60 ANNI E IN CONTINUO RINNOVO - Gazzetta di martedì 27 aprile

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Trapiantatrici che estraggono e selezionano da sole le piantine, sarchiatrici con sistemi di visione a infrarossi, telai telescopici e macchine che si chiudono ad ali di gabbiano. Alla Ferrari costruzioni macchine di Guidizzolo, il parco mezzi pare uscito da un manga giapponese di fantascienza. L'azienda di Guidizzolo, che quest'anno spegne sessanta candeline, la creatività, però, l'ha sempre tradotta in concreto e messa al servizio del lavoro nei campi. Grazie anche a più di 25 brevetti depositati e investimenti continui, negli anni si è guadagnata la leadership nella produzione di macchine per l'orticoltura. Sessanta i mercati di sbocco, sempre in crescita dipendenti (ora sono 120) e volume di affari.

Scaricate la Gazzetta di Mantova - Martedì 27 aprile 2021 pagine 14-15

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 Trapiantatrici che estraggono e selezionano da sole le piantine, sarchiatrici con sistemi di visione a infrarossi, telai telescopici e macchine che si chiudono ad ali di gabbiano. Alla Ferrari costruzioni macchine di Guidizzolo, il parco mezzi pare uscito da un manga giapponese di fantascienza. L'azienda di Guidizzolo, che quest'anno spegne sessanta candeline, la creatività, però, l'ha sempre tradotta in concreto e messa al servizio del lavoro nei campi. Grazie anche a più di 25 brevetti depositati e investimenti continui, negli anni si è guadagnata la leadership nella produzione di macchine per l'orticoltura. Sessanta i mercati di sbocco, sempre in crescita dipendenti (ora sono 120) e volume di affari. Anche nel 2020. «Abbiamo registrato un più 18% del fatturato, un risultato eccellente - racconta Francesco Ferrari, titolare dell'azienda con il fratello Dario - Avremmo potuto fare anche meglio senza la ventina di giorni di cassa integrazione quando è scoppiata la pandemia. Avevamo avuto un paio di contagi: ci siamo preoccupati e abbiamo preferito fermarci un po' e sanificare tutto prima di ripartire».Il Covid continua a dare filo da torcere, anche adesso. Il mercato è in salita, ma tanti operai sono a casa, perché ammalati o perché hanno avuto contatti con persone infette. «In questo reparto - dice mentre ci mostra la carpenteria - in tempi normali ci sono 45 persone. Al lavoro, adesso, ce ne sono 25». A rallentare la produzione sono anche le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, che oltretutto hanno subito forti rincari. «Il prezzo dell'acciaio è aumentato fino al 50% e per l'alluminio è ancora peggio. Ma oltre a questo, si fa fatica ad avere i materiali e i semilavorati, anche se ordinati lo scorso autunno da fornitori storici, che lavorano con noi da 20/30 anni».Il 2021 è, comunque, partito bene: il primo trimestre ha chiuso con un più 40% rispetto ai primi tre mesi del 2020. «È stato merito del magazzino ben fornito, ma adesso cominciamo a rallentare». Per Ferrari, parte del problema sta nella scarsa liquidità di molti fornitori, che aspettano fino all'ultimo momento per farsi arrivare le materie prime e poi inciampano in ritardi, a volte causati anche da imprevisti (vedi la porta-container incagliata a Suez). Ritardi che alla Ferrari non possono essere contemplati: «Il nostro lavoro ha a che fare con la stagionalità - spiega Ferrari - Prendiamo, per esempio, le macchine per il trapianto del pomodoro da industria, che copre circa il 30% del nostro fatturato. La stagione dura 45/50 giorni. Se ritardo la consegna di 15 giorni faccio perdere al mio cliente il 30/40% della stagione». Le macchine che escono dagli stabilimenti di Guidizzolo sono tutte personalizzate in base alle esigenze del cliente, anche le più semplici. «Non riusciamo mai a stoccare macchine finite: nel 90% dei casi c'è da prendere in mano le chiavi per fare delle regolazioni, oppure per montare accessori». L'anno scorso l'azienda ha prodotto 850 macchine finite, più le parti per comporre un altro centinaio di macchinari. Otto le linee di base, trainate o semoventi. Le varie macchine e le loro evoluzioni sono il frutto di un lavoro di squadra. «Sui brevetti, per esempio, abbiamo sempre lavorato in due o in tre, con competenze diverse». Una volta realizzato il prototipo, la strada da fare è ancora tanta: «La macchina entra nel campo prova aziendale, dove testiamo in maniera grossolana i suoi mali di gioventù. I difetti macroscopici vengono identificati e corretti, per poi realizzare un prototipo finale che diamo, di solito, a un cliente paziente ma con spirito critico, per vedere se ci sono migliorie da fare». Il futuro? «Siamo entrati nel mercato giapponese, per noi nuovo - risponde Ferrari - Ci piacerebbe consolidare queste presenza, spingerci di più nella parte est della Federazione Russa e cominciare a servire alcuni Stati Usa in cui non siamo ancora presenti».Poi ci sono gli investimenti: in programma l'acquisto di un nuovo macchinario per la verniciatura (già ora a polvere con recupero e riutilizzo degli eccessi) da 2,5 milioni che consentirà di migliorare la tenuta delle vernici. E le collaborazioni preziose: con l'università di Brescia partirà, a giugno, un progetto sulla visione artificiale.