L’ INAIL ha pubblicato sul proprio portale il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” che potete consultare qua.
Il documento approvato dal Comitato tecnico scientifico (Cts), istituito presso la Protezione Civile, al quale l’Inail partecipa con un suo rappresentante, contiene indicazioni mirate ad affrontare la graduale ripresa in sicurezza delle attività produttive e a garantire adeguati livelli di tutela della salute per tutta la popolazione.
La pubblicazione è composta da due parti. La prima riguarda la predisposizione di una metodologia innovativa di valutazione integrata del rischio che tiene in considerazione tre aspetti principali:
– l’esposizione, intesa come la probabilità di venire a contatto con fonti di contagio in occasione di lavoro;
– la prossimità, connessa ai processi lavorativi che non permettono un sufficiente distanziamento sociale;
– l’aggregazione, correlata al rischio di aggregazione sociale anche verso “terzi”, qualora la tipologia di lavoro prevede il contatto con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda.
La seconda parte illustra invece le misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di lotta all’insorgenza di focolai epidemici, anche in considerazione di quanto già contenuto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, stipulato tra Governo e Parti sociali il 14 marzo 2020.
Si coglie altresì l’occasione per pubblicare le faq dell’INAIL che rispondono alle domande più frequenti sulle modalità di riconoscimento dell’infortunio in caso di infezione da Coronavirus di origine professionale, a seguito della pubblicazione della circolare n. 13 del 3 aprile 2020, che ha fornito indicazioni sulle prestazioni garantite dall’Istituto ai suoi assicurati in tale ipotesi.
ISPETTORATO DEL LAVORO: la check list delle verifiche in azienda
L’Ispettorato Nazionale del lavoro, con la nota n. 149 del 20 aprile 2020, spiega come si svolgeranno, da parte dei propri ispettori, le attività di intervento, su richiesta delle Prefetture, nelle aziende che hanno potuto proseguire la produzione perché in possesso di specifici codici Ateco, modello di controllo che potrebbe essere utilizzato anche successivamente nella cd. Fase 2.
Le verifiche sono finalizzate ad accertare l’attuazione, da parte dei datori di lavoro, delle procedure organizzative e gestionali oggetto del “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo u.s.
Va precisato che le attività di controllo, alle quali gli ispettori si dovranno attenere per rispondere alle richieste delle Prefetture, non rientrano nell’ambito delle ordinarie attività di verifica effettuate sul territorio, che sono state temporaneamente sospese, ma sono finalizzate ad accertare l’attuazione, da parte dei datori di lavoro, delle procedure organizzative e gestionali del cd. “protocollo anti – contagio”.
Detta verifica dovrà essere effettuata in stretto raccordo con i competenti servizi delle Aziende Sanitarie Locali.
Allegati alla nota, sono presenti:
- le linee guida per una corretta verifica del “protocollo anti-contagio”;
- un modello di verbale di accesso e verifica, denominato Covid-19;
- una lista di DPI(Dispositivi di protezione individuale), con le relative istruzioni di utilizzo da parte del personale ispettivo.
Inoltre, tra gli allegati alla nota dell’Ispettorato nazionale, è presente una check list con le verifiche da effettuare. Si tratta di una sorta di questionario a risposta secca (SI/NO) che dovrà essere compilato dall’ispettore.
Qualora gli ispettori dovessero constatare l’inosservanza di una o più misure prevenzionistiche oggetto del Protocollo, non dovranno comminare una sanzione al datore di lavoro ma dovranno trasmettere, alle competenti Prefetture l’esito degli accertamenti (verbale di accesso e check list compilata), ricapitolando le omissioni/difformità riscontrate per l’adozione degli eventuali provvedimenti di competenza.
Sulla base di tale segnalazione sarà pertanto la Prefettura ad adottare eventuali misure anche di carattere interdittivo in capo all’azienda.