Nel 2025 le madri lavoratrici con due figli riceveranno meno benefici in busta paga rispetto al 2024, a causa del nuovo mix tra bonus una tantum e detrazioni Irpef. Maggiori vantaggi arriveranno solo dal 2026, con la riduzione dei contributi Inps.
Dal bonus una tantum al taglio delle detrazioni
Per le lavoratrici dipendenti con due figli, il 2025 rischia di essere un anno di transizione poco favorevole. Rispetto al 2024, infatti, il mix di nuove agevolazioni fiscali e contributive si tradurrà in un beneficio economico minore in busta paga.
Nel dettaglio, il Decreto Legge 95/2025 ha introdotto un bonus una tantum di 480 euro, da sommare alle nuove detrazioni Irpef. Queste misure hanno sostituito il precedente taglio al cuneo fiscale, ossia la riduzione del costo complessivo del lavoro derivante dai contributi sociali e fiscali. Il risultato, però, è meno vantaggioso: il beneficio complessivo risulta inferiore alla decontribuzione prevista per le madri nel 2024.
Lo scenario dal 2026
Le prospettive migliorano dal 2026, quando entrerà finalmente in vigore la misura originariamente prevista dalla Legge di Bilancio 2025, rinviata di un anno dal DL 95/2025.
Questa misura prevede una riduzione parziale dei contributi Inps a carico della lavoratrice madre con:
- due o più figli,
- una retribuzione o un reddito imponibile ai fini previdenziali non superiore a 40.000 euro.
In pratica, meno contributi previdenziali da versare significa più netto in busta paga, anche se il beneficio sarà legato al livello di reddito.
Perché è rilevante per le PMI
Le piccole e medie imprese dovranno fare i conti con possibili richieste di chiarimento da parte delle dipendenti e con l’esigenza di adeguare i sistemi di payroll (gestione delle buste paga). Inoltre, questi cambiamenti incidono sul costo del lavoro e sulla capacità di attrarre e trattenere lavoratrici madri in azienda.
Box operativo – Cosa possono fare subito le PMI
- Verificare l’impatto in busta paga
Coinvolgere il consulente del lavoro per simulare il netto percepito dalle dipendenti madri nel 2025 e nel 2026. - Aggiornare i software paghe
Controllare che i fornitori di servizi payroll abbiano già recepito le nuove regole fiscali e contributive. - Attivare canali di informazione interna
Predisporre note esplicative per le lavoratrici interessate, così da evitare incomprensioni. - Contattare enti di supporto
- INPS per chiarimenti su detrazioni e contributi (inps.it)
- Ministero del Lavoro per aggiornamenti normativi (lavoro.gov.it)
- Camere di Commercio per assistenza territoriale alle imprese
- Monitorare le circolari applicative
Restare aggiornati su future circolari interpretative di Agenzia delle Entrate e INPS che chiariranno aspetti operativi.
Normativa di riferimento
- Decreto-Legge 95/2025: introduzione bonus una tantum da 480 euro e rinvio della misura strutturale prevista in Legge di Bilancio.
- Legge di Bilancio 2025 (Legge n. xxx/2024): misura di decontribuzione per madri con due o più figli, con reddito fino a 40.000 euro, applicabile dal 2026.
- Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023): disposizioni sul taglio del cuneo fiscale e prime forme di decontribuzione per lavoratrici madri.
- Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986): disciplina generale delle detrazioni Irpef.
Glossario
- Detrazioni Irpef
Riduzioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, calcolate in base alla situazione familiare e al livello di reddito. - Taglio del cuneo fiscale
Riduzione del divario tra costo del lavoro per l’impresa e netto percepito dal dipendente, tramite abbassamento di tasse e contributi.