Dopo quasi vent’anni di trattative – avvio dei negoziati nel 2007, sospensione nel 2013, rilancio nel 2022 - UE e India hanno raggiunto l’accordo per un Free Trade Agreement che, relativamente agli scambi di beni, costituirà un’opportunità per l’export di entrambe i territori poiché riduce le barriere tariffarie.
Infatti, i dazi indiani scenderanno progressivamente, nell’arco di dieci anni, per il 96% delle esportazioni di beni UE verso l’India mentre, nel flusso opposto, i prodotti indiani beneficeranno progressivamente, nell’arco di sette anni, dell’annullamento dei dazi UE per il 93% delle esportazioni indiane verso l’UE.
L’Accordo in linea generale non riguarda le tariffe sui prodotti “sensibili”, ovvero i prodotti agricoli, con l’eccezione di vino, alcolici, olio d’oliva, cibi lavorati.
L'accordo è concluso ma non è in vigore e l’iter per l’effettiva applicazione richiederà ancora del tempo (entro l’anno?). L’intesa dovrà essere approvata a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo e quindi ratificata a maggioranza dal Parlamento europeo.
L’Accordo coinvolge due miliardi di persone, un interscambio di circa 130 miliardi euro, il 20% del PIL globale.
Nel dettaglio, l’interscambio commerciale 2024 tra Italia e India ha raggiunto 14,2 miliardi di euro, con esportazioni pari a 5,2 miliardi e importazioni pari a 9 miliardi. La composizione merceologica è riportata nella tabella dell’Osservatorio economico del Governo (clicca QUI).
L’Accordo si inserisce nell’attuale scenario internazionale caratterizzato dall’instabilità causata in primis dalla guerra in Ucraina e dall’erratica politica daziaria statunitense, con la conseguente necessità di diversificare i mercati in un’ottica di crescita e di stabilità delle filiere.
Al momento l’UE sta negoziando Accordi con gli Emirati Arabi Uniti, le Filippine, la Malesia e la Tailandia.
Nell’area Indo-Pacifica sono operanti gli accordi con la Nuova Zelanda (2024), il Vietnam (2020), il Giappone e Singapore (2019), la Corea del Sud (2011).
L’Accordo di partenariato UE-Mercosur già formalizzato è stato rinviato, il 21 gennaio scorso, alla Corte europea di Giustizia per un parere giuridico, così bloccando (posticipando) il voto di ratifica fino al pronunciamento dei giudici. Tecnicamente, in attesa del parere della Corte, rimane per Bruxelles la possibilità di applicare l’accordo commerciale in via provvisoria. La questione è sul tavolo politico.
Fonte: Newsletter estero Confimi Industria
Api Notizie n.08 del 10 marzo 2026