Una guida pratica per aiutare le PMI a classificare correttamente le merci con il codice doganale, evitando errori che possono causare dazi imprevisti, blocchi, ritardi e sanzioni. Regole, esempi, strumenti utili e riferimenti normativi essenziali.
Perché la classificazione doganale è decisiva
Per chi importa o esporta, individuare il corretto codice doganale è un passaggio obbligato. Da questo numero dipendono dazi, IVA, documenti richiesti, eventuali restrizioni e controlli. Un errore può far lievitare i costi o bloccare una spedizione, un rischio significativo per le PMI.
Il codice non è un semplice numero: è il “passaporto tecnico” della merce e determina quali norme si applicano.
I diversi livelli del codice
Il sistema di classificazione è articolato in più livelli:
- HS Code (Harmonized System) – Standard mondiale a 6 cifre che individua la categoria generale della merce.
- NC – Nomenclatura Combinata UE – Arriva a 8 cifre e consente una distinzione più precisa all’interno dell’UE.
- TARIC – Tariffa Integrata Comunitaria – Per l’import in UE si arriva a 10 cifre, con dettagli su dazi, divieti, licenze e misure di controllo.
Come evitare errori nella classificazione
Alcune regole base:
- scegliere la voce più specifica, evitando categorie generiche;
- per prodotti composti da materiali diversi, valutare ogni possibile voce applicabile;
- se non è chiaro il materiale prevalente, utilizzare la voce numericamente più alta tra quelle compatibili.
Una buona classificazione richiede informazioni tecniche precise su composizione, funzionamento e utilizzo.
UE e Paesi terzi: cosa cambia
Nell’UE la tariffa è unica.
Con Paesi extra-UE, invece, la parte finale del codice può variare e incidere su dazi, restrizioni e obblighi documentali.
Un esempio pratico: camicetta da donna in lino
Il percorso di classificazione è il seguente:
- Capitolo 62 – abbigliamento tessile
- Voce 6206 – camicette da donna
- Sottovoce 6206 9010 – camicette in lino
- Codice TARIC: 6206 9010 90
Strumenti come Access2Markets permettono di verificare dazi, documenti richiesti e accordi preferenziali.
Gli errori più comuni nelle PMI
Spesso si riscontrano:
- descrizioni vaghe (“abbigliamento”, “accessori”…);
- uso esclusivo della descrizione in fattura;
- mancato aggiornamento alla Nomenclatura Combinata annuale;
- confusione tra classificazione in import e in export;
- sottovalutazione delle ultime cifre TARIC.
Gli errori possono comportare dazi maggiorati, controlli doganali, ritardi e sanzioni.
L’ITV: certezza per tre anni
L’Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) è rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e attribuisce ufficialmente il codice doganale corretto.
Ha validità triennale in tutta l’UE ed è utile per prodotti complessi o importati regolarmente.
L’importatore resta comunque responsabile della corretta classificazione, anche in caso di delega.
Glossario
- Dazio – Imposta applicata all’importazione, calcolata sul codice doganale.
- Voce doganale – Sequenza numerica che identifica la natura del prodotto nelle nomenclature internazionali.
- TARIC – Sistema UE che specifica dazi, restrizioni e condizioni aggiuntive per l’import.
Fonte:
https://www.alpimelissa.com/consulenza-doganale/tariffe-doganali-guida-allidentificazione-doganale-della-merce/