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ESPORTAZIONI, LA TRAPPOLA DEI 90 GIORNI: GUIDA PRATICA PER LE PMI CHE LAVORANO CON L’ESTERO

EXPORT

Un unico limite di 90 giorni ma due regole diverse: IVA e Dogana non coincidono. Per le PMI che lavorano beni per clienti extra-UE il rischio è confondere i piani. Ecco cosa succede davvero, quando scattano sanzioni e come evitare errori costosi.


Due norme, un numero uguale, significati diversi

Molte PMI che lavorano con l’estero si scontrano con il famoso limite dei 90 giorni, previsto sia dalla normativa IVA che da quella doganale. Anche se il numero è lo stesso, le due discipline non regolano la stessa cosa e applicarlo in modo errato può portare a sanzioni.
Per l’IVA conta che vi sia una cessione all’esportazione (cioè un trasferimento di proprietà verso un cliente non UE) e che la merce venga spedita a cura del cliente estero.
Per la Dogana, invece, ciò che rileva è esclusivamente il passaggio fisico della merce oltre il confine UE, certificato dal sistema informatico doganale.


Il caso-tipo che coinvolge molte imprese

Una PMI italiana riceve beni da un cliente extra-UE, li lavora e poi deve restituirglieli.
Qui l’impresa non vende un bene, ma effettua un servizio di lavorazione.
Conseguenza: non si configura una cessione all’esportazione ai fini IVA e quindi il limite dei 90 giorni IVA non si applica. La fattura va emessa come operazione non soggetta ex art. 7-ter.
Il problema può nascere solo a livello doganale, se l’azienda ha già presentato una dichiarazione di esportazione e ottenuto un DAE.


Dove nasce il rischio? Nei 90 giorni doganali

Quando si apre una dichiarazione doganale di esportazione, la Dogana si aspetta che la merce risulti uscita dall’UE entro 90 giorni.
Se la merce non esce – per esempio perché il cliente estero ritarda il ritiro – la Dogana avvia verifiche. La soluzione consigliata, in questi casi, è chiedere l’invalidamento della dichiarazione doganale e presentarne una nuova quando la spedizione sarà effettivamente pronta.


Perché è importante distinguere i due piani

Confondere i “due 90 giorni” può portare le PMI a temere sanzioni IVA quando in realtà non ne esistono, o al contrario a trascurare scadenze doganali fondamentali.
In sintesi:

  • Nessun vincolo IVA quando l’operazione è una mera lavorazione;
  • Vincolo doganale sì, perché la Dogana richiede l’appuramento della merce entro 90 giorni dall’emissione del DAE.


BOX OPERATIVO — I primi passi pratici per le PMI

1. Capire se si tratta di vendita o lavorazione

  • Cessione di beni → possibile applicazione dei 90 giorni IVA.
  • Lavorazione → niente limite IVA; attenzione solo ai 90 giorni doganali.

2. Attivare un contatto doganale

  • Ufficio territoriale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
  • Spedizioniere doganale o consulente export per valutare:
    • invalidamento dichiarazione,
    • nuova emissione DAE,
    • gestione del “visto uscire”.

3. Usare strumenti online per il monitoraggio

  • Portale Unico Dogane e Monopoli (PUDM)
  • AIDA – Servizio telematico doganale
  • Archiviazione digitale di DDT, CMR e documenti di trasporto.

4. Coinvolgere enti di supporto

  • Camere di Commercio (sportelli internazionalizzazione)
  • ICE – Agenzia per il Commercio Estero
  • Associazioni di categoria

5. Creare procedure interne

  • Definire responsabilità e tempistiche con il cliente estero
  • Attivare alert interni a 60 e 80 giorni
  • Coordinare amministrazione, logistica e spedizionieri


Riferimenti normativi

IVA

  • DPR 633/1972, artt. 6, 7-ter, 8, 26
  • Direttiva 2006/112/CE, art. 146
  • Risoluzione Agenzia Entrate n. 98/E (10/11/2014)
  • D.Lgs. 173/2024, art. 32 (regime sanzionatorio)

Dogane

  • Reg. (UE) 952/2013 – CDU, artt. 215 e 272
  • Reg. Delegato (UE) 2446/2015, artt. 148 e 174
  • Reg. di Esecuzione (UE) 2447/2015, art. 335


Glossario

DAE (Documento di Accompagnamento all’Esportazione)
Documento elettronico che attesta l’avvio dell’esportazione e accompagna la merce fino al confine.

Visto uscire
Messaggio telematico con cui la Dogana conferma che la merce ha lasciato effettivamente l’UE.

Regime di perfezionamento attivo
Procedura doganale che permette di importare beni per lavorarli e riesportarli, sospendendo dazi e IVA.