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EUROPA CHE APRE MERCATI: NUOVE INTESE UE, OPPORTUNITÀ PER DIVERSIFICARE I MERCATI ESTERI PER CHI ESPORTA NEGLI USA E NON SOLO

EXPORT

Le nuove intese commerciali dell’UE aprono mercati strategici per le PMI italiane: dazi ridotti, regole più chiare e opportunità oltre gli USA. Indonesia e Malesia i dossier chiave da monitorare nei prossimi mesi.

Negli ultimi anni l’Unione Europea ha accelerato i negoziati commerciali con partner di tutto il mondo, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di export per le imprese europee, in particolare per le PMI italiane, spesso penalizzate dai costi di ingresso nei mercati extra-UE.
Gli accordi di libero scambio (Free Trade Agreements, FTA) sono strumenti che riducono o eliminano dazi doganali e barriere non tariffarie, cioè ostacoli di natura normativa e burocratica. A disciplinarne la base giuridica è l’articolo 207 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che attribuisce alla Commissione il compito di negoziare a nome dei 27 Stati membri.


Accordi già in vigore: dai frutti concreti alle nuove sfide

Dal 2024 sono operative intese che semplificano l’accesso a mercati chiave:

  • Nuova Zelanda: vantaggi per agroalimentare, servizi e tecnologia verde.
  • Kenya: un Economic Partnership Agreement (EPA), ovvero un accordo commerciale mirato con i Paesi africani in via di sviluppo.
  • Cile: un’intesa transitoria che sarà sostituita da un “Accordo Quadro Avanzato” dopo la ratifica da parte degli Stati membri.

Per le imprese italiane si traduce in dazi ridotti, iter doganali più rapidi e regole certe sugli investimenti, fondamentali per pianificare l’espansione oltreconfine.

Indonesia e Malesia: i prossimi dossier caldi

Il luglio 2025 ha visto la firma di un accordo politico con l’Indonesia, destinato a trasformarsi in un FTA a tutti gli effetti entro l’autunno. Per le PMI manifatturiere e agroalimentari si aprono spiragli in un mercato dinamico da oltre 270 milioni di consumatori.

Contemporaneamente, a gennaio 2025 sono ripartiti i negoziati con la Malesia, dopo anni di stallo. Settori strategici come meccanica, componentistica industriale e agroalimentare potranno beneficiare di un accesso più agevole, con minori barriere e condizioni contrattuali più trasparenti.

 

Perché è importante per chi esporta negli Stati Uniti

La diversificazione dei partner commerciali riduce la dipendenza dai mercati tradizionali, incluso quello americano. Per le PMI che esportano già negli Stati Uniti, la possibilità di appoggiarsi a nuove intese con Asia, Africa e Oceania significa:

  • mitigare i rischi legati a eventuali tensioni transatlantiche;
  • bilanciare i costi doganali con opportunità tariffarie altrove;
  • rafforzare la competitività globale sfruttando catene di fornitura più resilienti.

 

Dove informarsi e aggiornarsi

Per approfondire e seguire gli sviluppi:

  • Sito ufficiale della Commissione Europea – Trade Policy
  • Il Sole 24 Ore – Sezione Economia e Mercati
  • Financial Times – Trade & Global Economy


Riferimenti normativi europei

  • Articolo 206 TFUE – definisce gli obiettivi della politica commerciale comune.
  • Articolo 207 TFUE – disciplina le competenze della Commissione europea nei negoziati commerciali.
  • Regolamento (UE) n. 654/2014 – sugli strumenti per l’esercizio dei diritti dell’UE in materia di politica commerciale internazionale.


Glossario

  • FTA (Free Trade Agreement): accordo di libero scambio che elimina o riduce dazi e barriere commerciali tra due o più Paesi.
  • EPA (Economic Partnership Agreement): accordo di partenariato economico, generalmente stipulato con Paesi in via di sviluppo, che mira a favorire crescita sostenibile e integrazione nei mercati globali.
  • TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea): uno dei trattati fondamentali dell’UE, che regola le competenze dell’Unione, inclusa la politica commerciale comune.


I primi passi per le PMI che vogliono sfruttare i nuovi accordi

1. Informarsi sul proprio settore
Verificare se il prodotto o servizio rientra tra quelli beneficiari delle riduzioni tariffarie o delle semplificazioni previste dagli accordi.
 Risorsa utile: Access2Markets – Commissione Europea, portale gratuito con schede Paese e tariffe aggiornate.

2. Contattare gli sportelli di supporto
Le Camere di Commercio, insieme a organizzazioni come ICE – Agenzia per la promozione all’estero (www.ice.it), offrono assistenza personalizzata per analizzare i mercati e preparare le pratiche di export.

3. Valutare certificazioni e standard
Molti mercati extra-UE richiedono certificazioni specifiche (es. sicurezza alimentare, componentistica industriale, sostenibilità ambientale). Adeguarsi in anticipo riduce i tempi di ingresso.

4. Preparare la documentazione doganale
Anche con tariffe ridotte, restano obbligatori documenti come EUR.1, certificati di origine o licenze particolari. È consigliabile rivolgersi a spedizionieri doganali esperti.

5. Pianificare finanziamenti e assicurazioni
Gli strumenti di SACE e SIMEST (parte del gruppo Cassa Depositi e Prestiti) consentono di ottenere garanzie, finanziamenti agevolati e coperture assicurative per ridurre il rischio di insolvenza nei mercati emergenti.