Le piccole e medie imprese (PMI) che esportano negli Stati Uniti si trovano di fronte a un contesto commerciale in continua evoluzione. Gli ultimi aggiornamenti sui dazi introdotti dall’amministrazione Trump delineano un quadro complesso, che richiede attenzione e strategie mirate.
Dazi ridotti ma non per tutti
Dal 21 agosto 2025 è entrato in vigore un nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea. Per la maggior parte dei prodotti europei – auto, farmaci e semiconduttori inclusi – il dazio massimo applicato scende al 15%.
Tuttavia, restano in vigore barriere molto più alte su alcuni settori strategici: l’acciaio e l’alluminio oltre le quote concordate sono colpiti da una tariffa del 50%. Per le imprese manifatturiere italiane che lavorano questi materiali, il vantaggio dell’accordo si riduce drasticamente.
Auto e riduzioni reciproche
Per il settore automobilistico, la tariffa è fissata al 15% (invece del precedente 27,5%), ma non si tratta di una vittoria completa: l’UE deve ancora applicare alcune riduzioni sui dazi alle merci americane per consolidare questo beneficio. Le aziende del comparto automotive dovranno quindi attendere per avere certezza normativa.
Stop all’esenzione sotto gli 800 dollari
Un cambiamento cruciale riguarda la cosiddetta esenzione de minimis, che fino a oggi permetteva di spedire negli USA pacchi di valore inferiore agli 800 dollari senza dazi. Questa soglia è stata cancellata: anche i piccoli invii sono ora tassati tra il 10% e il 50%.
Per le PMI, che spesso lavorano con ordini contenuti o campionature, si tratta di una sfida logistica e finanziaria. Alcuni operatori postali hanno già sospeso le spedizioni verso gli Stati Uniti in attesa di chiarimenti.
Agroalimentare sotto pressione
Particolarmente penalizzato il comparto agroalimentare italiano. Parmigiano Reggiano e Grana Padano subiscono tariffe più elevate rispetto alle previsioni, con conseguenze pesanti soprattutto per i produttori mantovani. Le aziende del settore rischiano di vedere erosa la competitività del “Made in Italy” su un mercato di riferimento come quello statunitense.
Cosa devono fare le PMI
In sintesi, le nuove regole comportano:
- dazi ridotti al 15% per molti prodotti, ma il 50% resta su acciaio e alluminio;
- piccoli invii ora tassati, con dazi fino al 50%;
- incertezza normativa e doganale ancora elevata.
Per le imprese italiane è quindi fondamentale:
- monitorare costantemente gli sviluppi delle trattative;
- coordinarsi con le associazioni di categoria;
- valutare alternative logistiche e mercati di sbocco diversi dagli Stati Uniti.
Riferimenti normativi europei
- Regolamento (UE) 2015/478 del Parlamento europeo e del Consiglio – Regime comune applicabile alle importazioni
- Regolamento (UE) n. 952/2013 – Codice doganale dell’Unione (CDU)
- Commissione Europea – Politica commerciale dell’UE
Glossario rapido
- Dazi
Imposte applicate all’ingresso di beni in un Paese. Servono a proteggere i produttori locali o a riequilibrare i rapporti commerciali. - Esenzione de minimis
Regola doganale che consentiva di importare beni di valore inferiore a 800 dollari negli USA senza pagare dazi. Con le nuove misure, questa soglia è stata abolita.
Box operativo per le PMI
Primi passi per orientarsi nei nuovi dazi USA:
- Sfruttare il supporto ICE – Agenzia per la promozione all’estero
Contatta direttamente l’ufficio ICE Supporto pratico per fiere, consulenze doganali e ricerche di mercato.
ICE – Uffici in Italia e nel mondo - Usare il portale Access2Markets
Strumento ufficiale della Commissione Europea per simulare dazi, regole e procedure doganali.
Access2Markets – EU Commission - Consultare lo sportello doganale locale
L’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) fornisce chiarimenti tecnici sulle classificazioni tariffarie e documentazione necessaria.
ADM – Agenzia delle Dogane - Richiedere check-up export personalizzati
Molte Camere di Commercio offrono servizi di “export check” per valutare rischi e opportunità nei mercati extra-UE.