Settembre sarà un mese ad alta densità fiscale per le PMI: 165 adempimenti in calendario, con la maxi scadenza del 16 settembre per IVA, ritenute e imposte sui redditi, e il 30 settembre dedicato a modelli 730 e al Concordato Preventivo Biennale.
1 settembre: si riparte subito
La prima ondata di scadenze riguarda tre tipologie di versamenti e una dichiarazione che interessa soprattutto gli enti non commerciali (organizzazioni senza fini di lucro, associazioni e fondazioni).
Dal 1° settembre, inoltre, l’Agenzia delle Entrate riprende l’invio delle comunicazioni sugli esiti dei controlli automatizzati e delle cosiddette “lettere di compliance”, cioè avvisi con cui l’Amministrazione segnala possibili irregolarità invitando i contribuenti a regolarizzare la propria posizione senza sanzioni pesanti.
16 settembre: la maxi scadenza
Il 16 settembre rappresenta il momento più critico: in questa data confluiscono ben 133 tipologie di versamenti.
Le principali riguardano:
- IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), da versare per le operazioni di agosto;
- ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta (per esempio i datori di lavoro);
- rate di saldo 2024 e primo acconto 2025 per Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche), Ires (Imposta sul reddito delle società) e Irap (Imposta regionale sulle attività produttive).
Per molte PMI questa data sarà la più onerosa in termini di liquidità.
30 settembre: modelli 730 e concordato preventivo
L’ultimo giorno del mese concentra altre 28 scadenze. Tra le più rilevanti:
- la trasmissione dei modelli 730/2025, sia nella versione precompilata dal contribuente, sia attraverso caf e professionisti abilitati;
- la scelta sull’adesione al Concordato Preventivo Biennale (Cpb), lo strumento con cui l’Agenzia delle Entrate propone un reddito concordato per il biennio 2025-2026. Le imprese che aderiscono si impegnano a rispettare le soglie stabilite, ottenendo in cambio maggiore certezza e minori controlli futuri.
Dopo la pausa estiva: riprendono gli avvisi bonari
Dal 5 settembre ripartono i termini di pagamento degli avvisi bonari, ossia le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate che segnalano discrepanze tra dichiarazioni e versamenti e consentono di mettersi in regola con sanzioni ridotte.