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CBAM DICHIARAZIONE RELATIVA AL PRIMO TRIMESTRE 2025 - SCADENZA 30 APRILE 2025

AMBIENTE E SICUREZZA

il 30 aprile è previsto il termine per la presentazione della dichiarazione CBAM relativa al I trimestre 2025.

 

Se sei un’impresa italiana che importa cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità o idrogeno da fuori UE:

  • Devi registrarti nel Registro CBAM
  • Presentare rapporti trimestrali
  • Dal 2025, usare dati primari per le emissioni
  • Dal 2026, acquistare certificati CBAM

Se vuoi, posso aiutarti a verificare se i tuoi codici doganali (NC) rientrano tra quelli soggetti.

Vuoi fare questo controllo insieme?

Prenota un appuntamento con l’associazione: iscriviti qui – G FORM

Azienda – referente – beni importati/codice doganale – quesito tecnico da condividere con l’ufficio dell’associazione – contatto di riferimento per l’appuntamento

Chi è coinvolto?

  1. Importatori di beni:
    • Imprese italiane che importano prodotti CBAM nel territorio doganale dell’UE.
    • Anche se si avvalgono di rappresentanti doganali, la responsabilità può ricadere su di loro (dipende dal tipo di rappresentanza usata).
  1. Operatori economici coinvolti nella supply chain:
    • Se un’impresa italiana acquista beni da un distributore che importa da Paesi terzi, potrebbe non essere direttamente soggetta agli obblighi CBAM, ma è comunque coinvolta indirettamente (ad es. nella fornitura di dati o nella tracciabilità).

Settori e prodotti soggetti nel 2025

Durante il periodo transitorio (fino a fine 2025), il CBAM riguarda solo alcune categorie di prodotti:

Settore

Esempi di beni

Cemento

clinker, cemento Portland

Ferro e acciaio

tubi, lamiere, profilati

Fertilizzanti

nitrato d'ammonio, urea

Elettricità

elettricità importata (soprattutto dai Balcani)

Alluminio

barre, fogli, lamiere, polveri

Idrogeno

idrogeno puro prodotto con processi industriali

   

⚠️ Dal 2026, è possibile che vengano aggiunte nuove categorie di beni, soprattutto prodotti finiti che contengono materiali già coperti (es. automobili o elettrodomestici contenenti acciaio e alluminio).

Requisiti anche per piccole imprese?

Sì, anche le PMI italiane sono coinvolte se importano questi beni. Tuttavia:

  • Esenzione per piccoli quantitativi: Se l’impresa importa meno di 50 tonnellate l’anno complessivamente di prodotti CBAM → esonero dagli obblighi di comunicazione durante il periodo transitorio.
  • Ma attenzione: la soglia va calcolata per categoria di beni e per codice doganale.

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Di seguito una breve nota tecnica su questo argomento:

Normativa di riferimento

  • Regolamento (UE) 2023/956: istituisce il CBAM.
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2023/1773: definisce le modalità di attuazione, inclusi gli obblighi di comunicazione durante il periodo transitorio.​

 

Periodo transitorio (1° ottobre 2023 – 31 dicembre 2025)

Durante questa fase, le imprese italiane che importano beni soggetti al CBAM devono:

  1. Registrarsi nel Registro CBAM: attraverso il portale ufficiale, per ottenere un account e accedere ai requisiti di dichiarazione.
  2. Presentare rapporti trimestrali: entro un mese dalla fine di ogni trimestre, indicando:
    • Quantità di beni importati.
    • Emissioni dirette e indirette incorporate.
    • Eventuali prezzi del carbonio già pagati nel Paese di origine.
  3. Utilizzare dati primari: dal 1° gennaio 2025, è obbligatorio utilizzare dati primari per il calcolo delle emissioni, con l'uso di valori predefiniti consentito solo in casi limitati.​

Le merci attualmente soggette al CBAM includono: cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno.​

 

A partire dal 2026, le imprese dovranno:

  1. Ottenere lo status di "dichiarante CBAM autorizzato": presentando domanda all'autorità competente dello Stato membro.
  2. Acquistare certificati CBAM: per coprire le emissioni incorporate nei beni importati. Il prezzo dei certificati sarà basato sul prezzo medio delle quote EU ETS.
  3. Presentare una dichiarazione annuale: entro il 31 maggio dell'anno successivo, indicando:
    • Quantità totale di ciascun tipo di merce importata.
    • Emissioni totali incorporate.
    • Numero totale di certificati CBAM da restituire.
    • Prezzo del carbonio pagato nel Paese di origine.
    • Relazioni di verifica rilasciate da un verificatore accreditato

 

Esenzioni e semplificazioni

Il pacchetto "Omnibus" del febbraio 2025 ha introdotto alcune semplificazioni

  • Soglia di esenzione: le imprese che importano meno di 50 tonnellate all'anno di beni soggetti al CBAM sono esentate dagli obblighi di dichiarazione.
  • Riduzione degli obblighi finanziari: la percentuale di certificati CBAM da detenere trimestralmente è stata ridotta dal 80% al 50% delle emissioni stimate.
  • Proroga delle scadenze: la scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale è stata posticipata al 31 agosto, con la restituzione dei certificati entro il 30 settembre

 

Raccomandazioni per le imprese italiane

  • Verificare l'applicabilità del CBAM: analizzare se i beni importati rientrano tra quelli soggetti al meccanismo.
  • Prepararsi alla raccolta dei dati: stabilire procedure per ottenere dati accurati sulle emissioni dai fornitori extra-UE.
  • Registrarsi tempestivamente: nel Registro CBAM e, se necessario, ottenere lo status di dichiarante autorizzato.
  • Monitorare le normative: rimanere aggiornati sulle evoluzioni legislative e sulle eventuali modifiche ai requisiti del CBAM.​

In merito alla dichiarazione

Ricordiamo che la dichiarazione riguarda solo i codici di nomenclatura combinata soggetti a dichiarazione CBAM, riportati nelle bollette doganali di importazione; per queste voci doganali gli importatori dovrebbero ricevere dai fornitori anche i seguenti dati:

- direct embedded emissions   +    type of applicable reporting methodology (ad esempio, "Commission rules")

- indirect embedded emissions   + source of emission factor (ad esempio, "Commission based in IEA data")

- electricity consumed in MWh/uni

- "origine del fattore di emissione 512

Quelli sopra menzionati sono i dati minimi necessari per la compilazione della dichiarazione, in assenza dei quali ci si vedrebbe costretti a trasmettere una "dichiarazione incompleta" e ad allegare le prove di aver richiesto i dati al fornitore senza aver ottenuto risposta.

Per ulteriori dettagli e per accedere al Registro CBAM, è possibile consultare il sito ufficiale della Commissione Europea: CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism.​

Api Notizie n.15 del 22 aprile 2025