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“Orticoltura Tecnica in campo”, punto di riferimento per meccanizzazione, innovazione e confronto diretto - Voce di Mantova Venerdì 23 gennaio 2026

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“Orticoltura Tecnica in campo”, punto di riferimento per meccanizzazione, innovazione e confronto diretto

GUIDIZZOLO Si è chiusa ieri a Guidizzolo l’edizione 2026 di “Orticoltura Tecnica in campo”, confermando il ruolo centrale di una manifestazione che, da oltre venticinque anni, rappresenta un punto di riferimento internazionale per la filiera orticola. Tre giornate intense, dal 20 al 22 gennaio, che hanno richiamato circa 7.000 presenze, tra imprenditori, tecnici e operatori provenienti dall’Italia e dall’estero, a testimonianza di un interesse che supera i confini nazionali e continua a crescere anno dopo anno. La storia di Orticoltura nasce alla fine degli anni Novanta da un’intuizione di Ferrari Growtech, insieme all’azienda agricola Gremizzi: creare un evento non statico, capace di mostrare la meccanizzazione orticola in condizioni reali di lavoro.

Una formula che, nel corso di oltre 30 anni, si è dimostrata vincente e ha saputo attrarre e coinvolgere aziende che ne hanno condiviso visione e approccio, come Idromeccanica Lucchini e Forigo Italia. Un percorso di crescita che spiega anche la scelta di Guidizzolo, territorio fortemente vocato all’orticoltura professionale e baricentrico rispetto ai principali distretti agricoli italiani ed europei.

«Orticoltura è nata per togliere i filtri e far vedere cosa funziona davvero in campo» ha sottolineato Francesco Ferrari , ricordando come la manifestazione sia cresciuta edizione dopo edizione senza perdere la propria identità tecnica. L’obiettivo della fiera è infatti rimasto invariato nel tempo: mettere in rete l’intera filiera, dalla preparazione del terreno al trapianto, dalla raccolta al confezionamento, offrendo agli operatori strumenti concreti per valutare prestazioni, precisione e affidabilità delle tecnologie.
Un’identità che oggi appare quanto mai attuale. In un momento storico segnato da sfide complesse – dalla sostenibilità ambientale alla carenza di manodopera, fino all’automazione dei processi – Orticoltura si conferma uno spazio di confronto necessario. I seminari e gli approfondimenti hanno affrontato temi chiave come l’innovazione agronomica, l’intelligenza artificiale applicata alle colture e l’evoluzione delle tecniche di gestione sostenibile, dando voce a ricercatori, tecnici e aziende partner.

Il cuore pulsante dell’evento restano le dimostrazioni in campo nella maxi-serra, dove le macchine hanno operato durante trapianti, raccolte e lavorazioni complesse, permettendo ai visitatori di osservare soluzioni già pronte per l’impiego quotidiano.
«La crescita costante delle presenze internazionali ci conferma che il settore ha bisogno di momenti come questo, basati sulla concretezza e sullo scambio diretto» ha aggiunto Dario Ferrari.
Un cenno anche alle novità presentate da Ferrari Growtech, che ha scelto Orticoltura come palcoscenico per alcune soluzioni dedicate alle cucurbitacee, insieme all’introduzione, per la prima volta in fiera, di una sarchiatrice intelligente basata su intelligenza artificiale. Accanto a queste, numerose innovazioni proposte da altre aziende dalle tecnologie laser per la quarta gamma alle nuove varietà sementiere e ai biostimolanti – hanno completato un quadro ricco e dinamico.
Orticoltura si chiude così confermando la propria vocazione: non solo una fiera, ma un laboratorio a cielo aperto che continua, edizione dopo edizione, a crescere e a parlare al mondo.