Quando il campo diventa protagonista: un progetto che nasce dalla filiera
Ferrari Growtech, Idromeccanica Lucchini, Gremizzi e Forigo Roter Italia insieme per raccontare il valore di un evento tecnico e territoriale
GUIDIZZOLO Dietro il successo di Orticoltura Tecnica in Campo c’è una visione chiara: credere in una fiera che nasce dal campo e per il campo.
Un progetto costruito negli anni grazie all’impegno diretto degli organizzatori, realtà che operano quotidianamente nel settore orticolo e che conoscono da vicino le esigenze degli operatori.
Tra questi figurano Ferrari Growtech, Idromeccanica Lucchini, Gremizzie Forigo Roter Italia: aziende che hanno scelto di investire in un evento tecnico, specializzato e fortemente legato al territorio mantovano, uno dei distretti agricoli più importanti d’Italia. Una scelta che va oltre la semplice organizzazione fieristica e che punta a creare un appuntamento utile, concreto e riconosciuto dal settore.
«Continuare a credere in una fiera come questa significa offrire uno strumento reale all’agricoltura professionale - spiegano gli organizzatori - Orticoltura Tecnica in Campo non è solo una vetrina commerciale, ma un luogo di confronto, formazione e crescita professionale, dove il valore si misura nella qualità delle relazioni, dei contenuti tecnici e delle soluzioni proposte».
INTERVISTA A FRANCESCO FERRARI
“Parlare di Agri Intelligence significa riconoscere che l’agricoltura sta cambiando”
Al centro dell’organizzazione c’è anche Francesco Ferrari, titolare di Ferrari Growtech insieme al fratello Dario Ferrari, da sempre impegnati nello sviluppo di tecnologie dedicate all’orticoltura specializzata e attenti
all’evoluzione tecnica del settore, insieme alla nuova generazione rappresentata da Damiano, Linda, Elena, Luisa e Chiara Ferrari.
I temi caldi sono: automazione, sostenibilità e riduzione dei costi insieme all’uso dell’intelligenza artificiale
Quali sono oggi i temi più caldi per chi opera nell’orticoltura?
«Senza dubbio automazione, sostenibilità e riduzione dei costi, oggi sempre più supportate dall’uso dell’intelligenza artificiale per comandare e gestire le automazioni. Le aziende chiedono soluzioni che permettano di lavorare meglio, con meno sprechi e maggiore efficienza, mantenendo alta la qualità del prodotto. Oggi non basta produrre: serve farlo in modo intelligente, ottimizzando ogni fase del processo produttivo » .
L’edizione 2026 ruota attorno alconcetto di Agri Intelligence. Perché è un tema centrale?
«Parlare di Agri Intelligence significa riconoscere che l’agricoltura sta cambiando. Non si tratta solo di tecnologia o digitalizzazione, ma di un approccio più consapevole al lavoro in campo: usare dati, automazione, competenze tecniche e innovazione agronomica per prendere decisioni migliori. È un’intelligenza applicata, concreta, che aiuta l’agricoltore a gestire risorse, tempi e investimenti in modo più efficace».
Che ruolo ha una fiera in campo rispetto a una tradizionale esposizione indoor?
«Vedere le macchine lavorare sul terreno fa la differenza. In campo l’agricoltore può valutare davvero prestazioni, adattabilità e risultati. È qui che l’innovazione diventa tangibile e dove il concetto di Agri Intelligence si traduce in soluzioni operative, non solo in teoria. Per noi è fondamentale poter gestire in quattro ore un programma di prove strutturato ed efficace: ogni macchina ha il suo spazio e la sua attenzione, permettendo di mostrare in modo concreto ciò che gli operatori fanno realmente in campo. Il pubblico è focalizzato, segue dimostrazioni tecniche puntuali – con traduzione simultanea per i visitatori stranieri – e si sposta il meno possibile, vivendo un’esperienza ordinata, immersiva e altamente professionale».
Cosa vi aspettate dall’edizione 2026?
«Ci aspettiamo partecipazione, confronto e contenuti di qualità. L’obiettivo è continuare a far crescere un evento utile, concreto e sempre più internazionale, senza perdere il legame con il territorio. Vogliamo che chi partecipa torni a casa con idee chiare e strumenti applicabili nella propria azienda».
Orticoltura Tecnica in Campo si conferma così non solo come fiera, ma come progetto condiviso, capace di unire imprese, innovazione e agricoltura reale, mettendo al centro l’esperienza di chi il campo lo vive ogni giorno.