Accessibilità

Area riservata

Le priorità del 2026 per il presidente Api: lavoro, scuole e fisco - Gazzetta di Mantova Mercoledì 31 dicembre 2025

Rassegna stampa

Scarica l'articolo.

 99 VDM festival letteratura api 04 09 2024 pag 10   

Le priorità del 2026 per il presidente Api: lavoro, scuole e fisco

 Ferrari: serve dialogo con chi guida il Paese o continueremo a subire decisioni lontane dalla realtà

«Le imprese sono più avanti della politica su ambiente, territorio, tessuto sociale e sicurezza. Nel 2026 serve un dialogo vero con chi guida il Paese, o continueremo a subire decisioni lontane dalla realtà». Così il presidente di Apindustria Confimi Mantova Francesco Ferrari nello stilare un bilancio di fine anno. Che parte da un punto fermo: «Senza lavoro e impresa non c’è futuro per il Paese”. Spiega il presidente che il 2025 è stato un anno complesso»: «La pressione fiscale - argomenta - resta soffocante: per chi fa impresa onestamente significa partire ogni gennaio con il freno a mano tirato. Non chiediamo sussidi, ma regole stabili e un carico sostenibile. Nel 2026 questo deve diventare una priorità: senza margini non si investe e senza investimenti non c’è lavoro».

Sul fronte del rapporto tra mondo della scuola e mondo del lavoro poi secondo Ferrari «il divario resta forte: troppa teoria, pochi laboratori, orientamento insufficiente. I ragazzi escono senza competenze spendibili e le imprese faticano a trovare persone. Nel 2026 serve un’alleanza vera: aziende più presenti, scuole più aperte, mentori capaci di accendere nei giovani la passione per il lavoro». Per quanto riguarda il manifatturiero poi «si continua a raccontarlo come un mondo pericoloso e un lavoro di serie B. È falso. Le fabbriche oggi sono luoghi controllati, tecnologici, dove la sicurezza è una priorità quotidiana. Il rischio zero non esiste in nessun ambito della vita e occorre punire chi non rispetta le regole così come accade in tutti i settori. Nel 2026 il Paese deve restituire dignità e orgoglio al lavoro produttivo e noi imprenditori dobbiamo imparare a raccontarci». Infine la politica.
«Troppa improvvisazione e poca visione - dichiara - Chi decide spesso non conosce l’impresa e non ci ha mai lavorato dentro. Nel 2026 serve un confronto strutturato con chi crea lavoro».Per il nuovo anno ormai alle porte, Ferrari sottolinea che «imprenditori e cittadini devono impegnarsi per il bene comune» perché «il 2026 deve essere l’anno della responsabilità condivisa».