I nuovi European Sustainability Reporting Standards (ESRS) sono ufficialmente entrati nel quadro normativo europeo con la pubblicazione del Regolamento delegato (UE) 2026/1563 (vedi allegato) nella Gazzetta Ufficiale del 21 settembre, con l’entrata in vigore fissata al 10 novembre 2026 e l’appicazione agli esercizi finanziari che iniziano del 2027.
Questa revisione nasce a seguito della semplificazione avviata con l’Omnibus I e interviene direttamente sulla quantità e sulla struttura delle informazioni richieste alle imprese, diminuendo i datapoint obbligatori di oltre il 60%, mentre la riduzione complessiva supera il 70%, con l’obiettivo di ridurre anche i costi della rendicontazione.
Per le imprese il cambiamento non significa però abbandonare la rendicontazione ESG. Rimane centrale il principio della doppia materialità, che richiede di considerare sia gli impatti dell’attività aziendale su ambiente e persone, che i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità.
Per le aziende, quindi, la semplificazione può ridurre il carico informativo, ma rende ancora importante strutturare correttamente i dati ambientali, energetici e climatici, come emissioni, consumi, piani di transizione e rischi legati al cambiamento climatico, restano quindi elementi rilevanti all’interno del nuovo sistema.
Il passaggio sarà graduale: per gli esercizi del 2026 è prevista una fase transitoria che consente alle imprese interessate di scegliere tra gli standard attuali e quelli rivisti, indicando esplicitamente nella dichiarazione quale versione è stata utilizzata.
Per le imprese che rientreranno nel nuovo perimetro, il 2027 rappresenterà quindi un passaggio importante: meno dati da rendicontare, ma maggiore necessità di identificare con precisione quelli realmente rilevanti.
Fonte: Energy News Ott-01
Api Notizie n.32 del 06 ottobre 2026