Accessibilità

Menu

Area riservata

Area riservata
×

Avviso

Non sei autorizzato a vedere questa risorsa.
Accedi per visualizzare tutti i contenuti del sito.

Confimi Industria: la rappresentanza del manifatturiero

Eventi

Insoluti e PMI: la proposta di Confimi Industria

Nel corso del mese di luglio CONFIMI INDUSTRIA ha proseguito le proprie azioni di sensibilizzazione mirate all’introduzione di misure in grado di ridimensionare il problema degli insoluti subiti dalle imprese. Una recente indagine (Intrum Justizia – giugno 2016) conferma che il 75% degli insoluti è intenzionale.


E’ ferma intenzione di CONFIMI INDUSTRIA quella di fare il possibile per invertire tale tendenza anche perché le recenti misure a sostegno della banche, già oggetto di critica da parte della Confederazione (vedi CS 21/5/2016 “Confimi Industria su decreto banche: finanza, giù le mani dai macchinari”), impongono di trovare soluzioni in grado di ridurre il grado di dipendenza delle imprese dagli istituti di credito.
In tal senso lunedì scorso la Confederazione ha scritto anche al Ministro del MEF Padoan e ai Viceministri Casero e Zanetti affinché il Governo, dopo aver “sistemato” i crediti in sofferenza delle banche, si faccia ora promotore anche di misure che aiutino le imprese manifatturiere a riscuotere tempestivamente i propri di crediti (vedi CS 2/8/2016 “Banche rimesse in carreggiata. Ora si pensi anche agli insoluti delle imprese”).
In questa direzione va la proposta di CONFIMI INDUSTRIA (già promossa a giugno 2015).
Ricordiamo - in estrema sintesi - che la citata proposta muove attorno ad una possibile modifica dell’art. 26 della legge Iva nazionale (ammessa dall’art. 90 della Direttiva 112) che conceda al fornitore che riceve l’insoluto di attivare una procedura telematica, monitorata dell’Agenzia delle Entrate, al fine di recuperare immediatamente l’Iva (già versata all’Erario) costringendo al contempo il cliente debitore (che l’aveva precedentemente detratta) a riversarla altrettanto immediatamente.
Per motivi di equilibrio erariali la proposta è limitata ai rapporti business to business (B2B) e il ruolo dell’Agenzia è di garante contro eventuali abusi con possibilità di controlli mirati.
Tale ruolo fungerà da deterrente affinché il debitore rispetti i termini di pagamento (o comunque rimuova l’insoluto) poiché, in caso di attivazione, il medesimo dovrà riversare l’Iva già detratta e, secondo la proposta, subirà altresì la sospensione della possibilità di dedurre il relativo costo di fornitura ai fini delle imposte sui redditi ed Irap.
La nostra proposta mira così a riportare equilibrio fra le parti ponendo altresì rimedio ad un situazione paradossale (poco tollerabile in periodi di difficoltà finanziaria) in base alla quale il debitore che riceve una fattura, pur non avendola pagata, può detrarre l’Iva e dedurre il costo risparmiando Ires ed Irap.
Il suo fornitore, invece, prima ancora di incassare un solo euro, deve versare Iva, Ires ed Irap facendosi carico di un esborso finanziario che lo espone a uscite finanziarie che arrivano a toccare anche il 53,40% del corrispettivo.

Qui trovate il comunicato stampa di Confimi Industria
http://bit.ly/2aDIxrO