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Verba volant, scripta manent - Lettera aperta ai candidati

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Siamo l'Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Mantova, rappresentiamo oltre 500 aziende mantovane per un totale di più di 12.000 addetti (il 10% della forza lavoro in provincia di Mantova) e siamo fortemente arrabbiati per la situazione attuale, per quello che NON e' stato fatto e per quello che da sempre si promette di fare ma non si fa mai.

Per questo abbiamo deciso di scrivere ai candidati e di chiedere una risposta, breve e concisa, su cosa intendano fare per dare una soluzione ai punti critici che presentiamo di seguito.

1. LEGA NORD - Le risposte - 15.02.2013

2. FRATELLI D'ITALIA - Le risposte - 19.02.2013

3. SEL - Le risposte - 21.02.2013

Scaricate la lettera aperta ai candidati alle elezioni

verba volant scripta manent

Riportiamo inoltre il testo del documento senza la parte grafica.

VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT
Lettera aperta ai candidati da oltre 500 piccole e medie imprese
5 domande per 5 risposte

INTRODUZIONE
Siamo l'Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Mantova, rappresentiamo oltre 500 aziende mantovane per un totale di più di 12.000 addetti ( il 10% della forza lavoro in provincia di Mantova ) e siamo fortemente arrabbiati per la situazione attuale, per quello che NON e' stato fatto e per quello che da sempre si promette di fare ma non si fa mai.

Per questo abbiamo deciso di scrivervi e di chiedervi una risposta, breve e concisa, su cosa intendete fare per dare una soluzione ai punti critici che vi presentiamo di seguito.

Non è solo una "lamentatio" ma è una richiesta di confronto.

Infatti noi ogni giorno ci rimbocchiamo le maniche "facciamo impresa", ci impegnamo ad essere competitivi, in altre parole ci mettiamo del nostro per continuare a lavorare. Chiediamo alla politica di fare altrettanto e di risolvere i problemi e non di crearne ulteriori.

Abbiamo preferito scrivere per evitare il dialogo tra sordi che spesso sotto elezioni vede noi imprenditori raccontare le difficoltà della quotidianità lavorativa e i politici promettere, promettere, promettere salvo poi... dimenticare tutto al momento dell'elezione.

"Preferiamo scrivere perché "verba volant, scripta manent" e anche per questo ci impegniamo a dare pubblicità a tutte le risposte che ci perverranno pubblicandole sul sito dell'Associazione e segnalandole a tutte le aziende associate".

1 - FISCO ASSASSINO

Il nostro carico fiscale è pesantissimo ma anche complicato da migliaia di norme e adempimenti a carico delle imprese, che costringono i nostri ragionieri e commercialisti a perdere più tempo per la "comprensione" quotidiana di quanto richiesto, piuttosto che per la loro "attuazione".

La pressione fiscale continua ad arricchirsi di nuove sigle (Tares, Tobin tax), ma soprattutto di un incremento dei prelievi sulle imprese continuo e strisciante, basato su decine di ritocchi peggiorativi e magari pure retroattivi: in queste condizioni, anche la promessa elettorale (e puntualizzo "promessa elettorale") di una riduzione pari a un punto percentuale delle imposte complessive appare, francamente, del tutto risibile.

Le tasse le paghiamo da sempre ma se poi tutto l'introito viene sprecato in mille rivoli e rivoletti senza pensare ad abbattere il debito pubblico o a fare politiche di sostegno alle imprese... dove andremo a finire.

Siamo tornati all'atteggiamento medievale del potere nei confronti del cittadino: allora avevano il pontatico, il rotatico, l'erbatico oggi ci manca solo che ci tassino per il respiro e poi siamo a posto. Se non c'è riduzione della spesa pubblica non si riparte. E non ci si venga a parlare di interventi demagogici: giunti a questo punto anche la demagogia è qualcosa visto che continuiamo a vedere le persone che ci hanno portato a questo disastro girare con le auto blu e la scorta e rimettere a nuovo le proprie facce per le elezioni, che coraggio!

NOI paghiamo le tasse e ci impegniamo a rispettare le leggi, anche quelle che riteniamo ingiuste, per il bene del Paese.

La domanda per VOI
Come pensate di risolvere il problema della riduzione delle tasse e di farle pagare a tutti?

2. LAVORO DI STATO
C'è un costo del lavoro che ti costringe a sborsare complessivamente più di 2 euro, per ogni singolo euro corrisposto al dipendente e con il solo risultato di avere, di fatto, gli stipendi più costosi per le imprese, ma con un importo a beneficio dei lavoratori fra i più bassi d'Europa.
Il risultato è che lavoriamo per lo Stato ma senza avere servizi in cambio, con pensioni da fame, riduzione del potere di acquisto e desertificazione dei consumi. Sul fronte del costo del lavoro non va certo meglio: ci è stata tolta la detassazione degli straordinari, unico (seppur con tutte le sue limitazioni) strumento per premiare effettivamente la flessibilità. Non c'è nulla invece che vada in direzione di una riduzione strutturale del costo per ora lavorata.

NOI continuiamo ad assumere, a motivare i nostri collaboratori, a fare formazione perché riteniamo le risorse umane una ricchezza inesauribile.

La domanda per VOI
Come pensate di ridurre il costo del lavoro e di agevolare le assunzioni e la possibilità per le aziende di investire in risorse umane?

3. BUROCRAZIA CANAGLIA
C'è una burocrazia autoreferenziale e spesso ai limiti della vessazione. Una burocrazia che non produce ma inibisce la produzione, una burocrazia che si trincera dietro il "non è compito mio", "non sono responsabile", "non posso fare altro". Ma non basta, perché al danno si aggiunge pure la beffa di un erario che costringe, contro ogni regola di buon senso, le imprese a sorvegliarsi tra loro: il paradigma di questa nuova, sconvolgente impostazione sono le recenti disposizioni in materia di responsabilità solidale tra appaltanti e subappaltatori, che li costringe ad acquisire la documentazione che comprovi l'effettiva regolarità dei versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell'Iva.
Il tutto con facoltà, per chi deve pagare l'opera commissionata, di sospendere il pagamento al proprio fornitore, se non viene esibita la citata documentazione, con il bel risultato di agevolare chi cerca comodi alibi per non rispettare i termini di pagamento e, al contempo, di mettere in grave difficoltà chi vorrebbe onorarli.

NOI puntiamo sulle nuove tecnologie, usiamo la PEC, andiamo verso un modo di lavorare nuovo fatto di condivisione, documenti digitali e network.

La domanda per VOI
Cosa pensate di fare per "uccidere" la burocrazia prima che questa soffochi le aziende? Uno sportello davvero UNICO non si è ancora visto: è tanto difficile?

4. ETICA DA JUNGLA

Nessuno paga più nei termini concordati. Normative, leggi, regolamenti, interpellanze e chi più ne ha più ne metta non sono riuscite a dare soluzione a questo problema e si capisce anche il perché visto che lo Stato è il peggior pagatore di tutti. Staremo a vedere con la nuova legge sui termini di pagamento cosa succederà: ci credo poco.
Abbiamo dimenticato l'etica: le famiglie devono educare i figli, le scuole devono insegnare il rispetto delle regole e l'amore per il lavoro, noi tutti dobbiamo impegnarci a tornare al rispetto per gli altri e alla valorizzazione del lavoro quotidiano e del sacrificio. Chi sbaglia deve pagare e chi fa bene deve essere premiato. Basta con un buonismo di facciata che fa salvi solo i diritti e dimentica i doveri.

NOI rispettiamo i contratti e lavoriamo con etica puntando non solo alla giusta remunerazione del lavoro ma anche allo sviluppo del territorio che ci accoglie.

La domanda per VOI
Cosa pensate di fare per risolvere il problema del ritardo dei pagamenti e dell'incertezza del diritto del creditore a veder riconosciute le sue ragioni in giudizio?

5. CREDITO IMPOSSIBILE
Dov'è la trasparenza nel settore bancario? Le banche chiedono alle aziende radiografia e tac e poi forniscono informazioni a spizzichi o contratti con clausole scritte in caratteri minuscoli. Inoltre dov'è finita la divisione tra credito e finanza che impedirebbe casi come i recenti scandali bancari e darebbe garanzie maggiori ad aziende e cittadini? E' così difficile fare una cosa tanto semplice? Inoltre occorre modificare i parametri per valutare il rating delle aziende. Non siamo solo dei numeri. E poi quante banche supererebbero il vaglio degli stessi parametri.

NOI dobbiamo rispettare i contratti con le banche e siamo sempre trasparenti nelle informazioni che forniamo agli istituti di credito considerandoli partner e non avversari.

La domanda per VOI
Come pensate di affrontare il problema del credito e della trasparenza bancaria?
Credito e finanza li dividerete o no?

SINTESI FINALE

Quelli che abbiamo elencato sono solo alcuni esempi, forse i più recenti, delle difficoltà incontrate quotidianamente dalle imprese associate e che, come Associazione, cerchiamo da anni di combattere. Si tratta spesso, tuttavia, di una lotta impari, non per mancanza di idee o di risolutezza, ma semplicemente per l'oggettiva difficoltà di trovare ascolto dalla controparte sia politica che istituzionale, come si diceva prima troppo spesso autoreferenziale.

Attendiamo le vostre risposte: come intendete risolvere il problema del fisco, del costo del lavoro, della burocrazia assillante, dell'etica mancante e del credito vacante.

Noi siamo orgogliosi di rappresentare le Piccole e Medie Imprese, una categoria importante che è il motore dell'economia mantovana e dell'Italia. Noi siamo convinti che ci possa essere un futuro migliore. Noi vogliamo poter lavorare per il bene del Paese tutto.

Senza paura ne rassegnazione progettiamo il futuro.

Cordialità.
Francesco Ferrari
Il Presidente di Apindustria Mantova