Accessibilità

Menu

Area riservata

Area riservata

CANONE RAI SPECIALE ALLE IMPRESE: ARRIVANO PEC “A TAPPETO”. ECCO COME CAPIRE SE LA TUA AZIENDA DEVE PAGARLO DAVVERO

VITA ASSOCIATIVA


Molte imprese stanno ricevendo PEC che richiedono il pagamento del canone RAI speciale. Ma non tutte sono tenute a versarlo: chi usa solo PC e monitor senza sintonizzatore è esente. Ecco come verificare se l’obbligo vale anche per la tua azienda e come rispondere correttamente.


Attenzione alle PEC sul canone speciale

In questi giorni molte imprese stanno ricevendo una PEC che invita a pagare il canone radiotelevisivo speciale RAI, cioè quello dovuto da chi utilizza apparecchi in grado di ricevere trasmissioni radio o TV per fini aziendali o in luoghi aperti al pubblico.
Le spedizioni sono massive e basate su criteri presuntivi, quindi inviate anche a chi non possiede realmente apparecchi soggetti all’obbligo.


Chi deve davvero pagare

La norma di riferimento è il Regio Decreto Legge n. 246 del 21 febbraio 1938, che obbliga chi detiene “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” al pagamento del canone.
In pratica:

  • “Atti” → dispositivi con sintonizzatore integrato (TV, radio, decoder).
  • “Adattabili” → apparecchi che possono ricevere il segnale se collegati a un sintonizzatore esterno.
  • Esonerati → computer, monitor o dispositivi senza tuner, anche se collegati a Internet o usati per streaming o videoconferenze.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) ha chiarito questi punti con note del 2012 e del 2016, confermate anche dalle FAQ ufficiali RAI:


Come comportarsi se arriva la PEC

Dopo aver verificato che l’azienda non possiede apparecchi radiotelevisivi, ci sono due strade:

  1. Non rispondere, conservando una dichiarazione interna su carta intestata che attesti l’assenza di dispositivi soggetti a canone (utile in caso di controllo).

  2. Rispondere via PEC, con una dichiarazione firmata dal legale rappresentante che confermi l’assenza di apparecchi radiotelevisivi.


Box operativo – Cosa fare subito

Passaggi pratici per le PMI:

  1. Verifica interna: controlla se in azienda sono presenti TV, radio o decoder con sintonizzatore.
  2. Consulta fonti ufficiali: visita canone.rai.it per chiarimenti e moduli.
  3. Chiedi supporto: contatta la Camera di Commercio locale o la tua associazione di categoria per assistenza e modelli di risposta.
  4. Gestisci la PEC: se decidi di rispondere, invia la comunicazione firmata via PEC e conserva copia della ricevuta.
  5. Archiviazione interna: mantieni una dichiarazione aziendale sull’assenza di apparecchi soggetti a canone, aggiornata annualmente.


Fonti e riferimenti normativi

  • R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246 – Canone di abbonamento alle radioaudizioni
  • Legge 24 dicembre 1957, n. 1293 – Riordinamento dei servizi della RAI
  • Circolare MISE 22 febbraio 2012 – Chiarimenti su apparecchi atti e adattabili
  • Nota MISE 20 aprile 2016 – Definizione apparecchi televisivi
  • Art. 1, comma 132, Legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità) – Disposizioni sul canone


Glossario essenziale

  • Canone RAI speciale: contributo dovuto da imprese, enti e professionisti che usano apparecchi radiotelevisivi per scopi lavorativi.
  • Sintonizzatore (tuner): componente che riceve i segnali radio/TV; la sua assenza esclude l’obbligo di pagamento.