Dal 1° ottobre scattano nuove procure per le esportazioni verso l’Egitto, che prevedono per le aziende l’utilizzo obbligatorio del sistema ACI (Advanced Cargo Information), istituito dal governo egiziano (L. 207/2020) per digitalizzare e facilitare i flussi commerciali.
La nuova procedura doganale richiede all’esportatore di inserire dati e documenti (es. fattura proforma e polizza di carico) su una piattaforma digitale, per consentire alle parti interessate di monitorare e gestire eventuali rischi della spedizione. I soggetti verso cui il sistema ACI impatta sono: esportatori e fornitori esteri, importatori egiziani, società di sdoganamento, compagnie di navigazione marittima e aerea.
Attraverso questo nuovo sistema, basato su tecnologia blockchain, le autorità egiziane si pongono diverse finalità: tutelare i cittadini egiziani da merci non identificate o di origine non identificata, ridurre i tempi di rilascio delle merci e i costi, favorire l’utilizzo di dati e documenti digitali al posto di quelli cartacei.
Gli step previsti dal sistema ACI:
1) L’importatore egiziano deve registrarsi sul portale www.nafeza.gov.eg e inviare i dati e i documenti del carico per acquisire il codice di identificazione ACID (Advance Cargo Information Declaration) prima dell’avvio delle operazioni di import, che poi viene comunicato all’esportatore.
2) L’esportatore estero deve inserisce il codice ACID sulla fattura e sugli altri documenti relativi all’esportazione. In caso di assenza o di codice errato, la merce non viene scaricata e ritorna al porto d’imbarco.
3) L’esportatore estero almeno 48 ore prima della partenza delle merci dal paese di esportazione carica tutti i documenti necessari sulla piattaforma CARGOX, che archivia in modo sicuro i dati grazie alla tecnologia blockchain.
Api Notizie n. 35 del 21 settembre 2021