Venerdì 20 febbraio u.s. la Corte Suprema americana ha bocciato i dazi imposti lo scorso anno dal Presidente Trump sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA).
Tra i dazi istituiti con IEEPA vi erano i “dazi reciproci” (reciprocal tariffs), scattati dal 2.4.2025 anche nei confronti delle merci UE, tassate con un’aliquota del 15% (salvo casi specifici) al momento dell’importazione in USA.
Nella stessa giornata del 20 febbraio, solo qualche ora dopo la decisione della Corte Suprema, il Presidente Trump, perseguendo nella sua politica daziaria, ha adottato un provvedimento con il quale ha introdotto in via provvisoria per 150 giorni a partire dal 24.2.2026 un dazio del 10% ad valorem su tutti i beni in importazione in USA ad eccezione di alcune merceologie espressamente indicate.
La nuova tassa, di cui si attende l’innalzamento al 15% (già annunciato via social), è stata introdotta ai sensi della Section 122 del Trade Act of 1974 che consente al Presidente USA di imporre un dazio temporaneo sulle importazioni per affrontare il persistente deficit commerciale che potrebbe generare problemi nei pagamenti internazionali.
Allo scadere dei 150 giorni il dazio potrà essere rinnovato solo con un via libera del Congresso.
La Dogana statunitense ha pubblicato due avvisi per gli operatori in cui precisa che i dazi dichiarati illegittimi non sono più in vigore e non sono più riscossi per le merci importate a partire dal 24.2.2026 mentre, dalla stessa data, sono applicati i dazi introdotti con la Section 122 of the Trade Act of 1974.
Sul fronte risarcimenti, la Corte Suprema non ha dato indicazioni sui rimborsi, rinviando la questione ai giudici di grado inferiore.
In questo scenario, decisamente volubile, l’UE avrebbe (il condizionale è d’obbligo) avuto rassicurazioni sulla tenuta del Joint Statement on a United States-European Union framework on an agreement on reciprocal, fair and balanced trade dello scorso agosto e quindi sull’applicazione del dazio del 15% omnicomprensivo per gran parte dei prodotti UE.
Fonte: Newsletter Estero Confimi Industria
Api Notizie n.08 del 10 marzo 2026