Il 7 ottobre scorso la Commissione europea ha presentato una proposta per l’adozione di nuove misure di salvaguardia a protezione dell’industria siderurgica UE che prevedono, per l’importazione nell’Unione di numerosi articoli in acciaio (capitoli 72 e 73 della tariffa doganale), una riduzione dei contingenti tariffari e un aumento dei dazi al 50% una volta esauriti i contingenti. Inoltre, al fine di evitare l’aggiramento dei dazi, verrebbe introdotto l’obbligo per l’importatore di indicare il paese di fusione e colata (melt and pour) dell’acciaio.
La proposta dovrà ora essere approvata dal Consiglio dell’UE e dal Parlamento europeo.
Rispetto al meccanismo ora in vigore, l’acciaio importato oltre i contingenti tariffari sarebbe quindi tassato al 50% (dall’attuale 25%) e rimarrebbe non tassato l’acciaio importato nei limiti dei nuovi contingenti tariffari (18,35 milioni di tonnellate rispetto ai 30,5 del 2024).
La Commissione ritiene, infatti, che l’attuale misura di salvaguardia che scadrà il 30.6.2026, dopo otto anni validità, debba essere mantenuta e, anzi, rinforzata. Ciò in considerazione del fatto che la sovracapacità mondiale nella produzione dell’acciaio non solo permane ma gli effetti negativi sul commercio continuano ad aggravarsi, dato che un numero crescente di paesi terzi sta adottando misure volte a limitare le importazioni nei propri mercati, con il risultato che il mercato dell'UE diventa la principale destinazione delle sovracapacità globali. Inoltre, la situazione del settore è ulteriormente peggiorata a causa dei dazi imposti sulle importazioni di acciaio da parte degli Stati Uniti a partire dalla primavera di quest’anno.
Le nuove misure dovrebbero diventare operative entro la scadenza delle esistenti per assicurare un’efficace e continuativa protezione del settore e il nuovo dazio si aggiungerebbe agli altri dazi già previsti per le medesime categorie di prodotti.
Fonte: Newsletter estero Confimi Industria
Api Notizie n.37 del 24 ottobre 2025