Il Parlamento UE approva il pacchetto di semplificazioni del CBAM: esenzione fino a 50 tonnellate per le PMI e meno burocrazia su autorizzazioni, calcolo delle emissioni e verifiche. Novità operative in vista dell’entrata in vigore completa dal 1° gennaio 2026.
Un passo avanti verso la semplificazione
Il Parlamento europeo ha approvato il 10 settembre il cosiddetto “pacchetto Omnibus”, una revisione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Questo strumento serve a evitare la concorrenza sleale di prodotti importati da Paesi con regole ambientali meno rigide.
L’intervento della Commissione Europea punta a ridurre gli oneri amministrativi, soprattutto per le piccole e medie imprese.
Cosa cambia per le PMI
La novità più rilevante è l’esenzione dagli obblighi CBAM per chi importa meno di 50 tonnellate l’anno di merci soggette al meccanismo.
Le aziende che acquistano quantità limitate di acciaio, cemento, fertilizzanti, alluminio, idrogeno o elettricità non dovranno più presentare le complesse dichiarazioni CBAM.
Si tratta di un alleggerimento concreto per le PMI, che potranno così risparmiare tempo e costi di gestione.
Le altre semplificazioni
Il pacchetto introduce anche:
- Autorizzazioni più rapide per i dichiaranti CBAM;
- Calcoli delle emissioni semplificati, senza strumenti tecnici complessi;
- Verifiche più proporzionate alla dimensione aziendale;
- Responsabilità finanziarie ridotte per i dichiaranti autorizzati.
Le prossime tappe
Dopo la ratifica del Consiglio dell’UE, le nuove regole entreranno in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale UE.
Dal 1° gennaio 2026 il CBAM diventerà pienamente operativo: gli importatori dovranno dichiarare e compensare le emissioni di CO₂ incorporate nei prodotti extra-UE.
Cosa devono fare le aziende
Le imprese soggette al CBAM devono avviare la procedura per diventare “dichiaranti autorizzati”: solo chi ottiene questa qualifica potrà importare merci soggette al meccanismo.
Chi non si adegua rischia blocchi doganali e sanzioni.
Box operativo – I primi passi per le PMI
1. Verificare la propria esposizione CBAM: controllare se i prodotti importati rientrano tra quelli soggetti (acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno, elettricità).
2. Registrarsi come dichiarante autorizzato: tramite il portale delle Dogane dell’UE o, in Italia, sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
3. Richiedere supporto tecnico: contattare Unioncamere, associazioni di o consulenti ambientali specializzati.
4. Utilizzare gli strumenti online: la Commissione UE mette a disposizione una CBAM Transitional Registry per la rendicontazione digitale e le guide operative.
5. Monitorare aggiornamenti normativi: iscriversi alle newsletter del MASE (Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica) e dell’ADM per ricevere avvisi ufficiali.
Normativa di riferimento
- Regolamento (UE) 2023/956 – Istituzione del CBAM.
- Proposta di Regolamento “Omnibus” COM(2024)408 – Misure di semplificazione.
- D.Lgs. 231/2017 – Attuazione del sistema ETS in Italia.
Glossario essenziale
- CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): meccanismo UE che impone un costo legato alle emissioni dei prodotti importati da Paesi extra-UE.
- Dichiarante autorizzato: impresa registrata che può importare merci soggette al CBAM.
- ETS (Emission Trading System): sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas serra, modello di riferimento del CBAM.