I livelli di stoccaggio del gas in Gran Bretagna sono ai minimi storici, con meno di una settimana di scorte disponibili dopo un’ondata di freddo che ha colpito il Paese. L’azienda energetica Centrica, gestore del più grande sito di stoccaggio britannico, ha dichiarato che i siti di stoccaggio sono inferiori del 26% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, attestandosi a circa il 60% della loro capacità complessiva.
Il recente picco di domanda, causato da temperature rigide e venti deboli che hanno limitato la produzione di energia eolica, ha costretto il Paese a fare maggior affidamento sul gas. Tuttavia, il Dipartimento per la sicurezza energetica (DESNZ) ha minimizzato le preoccupazioni, assicurando che il sistema energetico britannico è resiliente e in grado di soddisfare la domanda grazie a forniture diversificate.
La Gran Bretagna importa gas principalmente attraverso condotte dalla Norvegia e dalla piattaforma continentale del Mare del Nord, oltre a ricevere spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL). Otto petroliere GNL sono attese entro la fine del mese, mitigando ulteriormente le preoccupazioni.
Nonostante ciò, Centrica ha sollecitato un maggiore supporto governativo per potenziare il sito di stoccaggio di Rough, essenziale per la stabilità del sistema. Attualmente, la Gran Bretagna non dispone di obiettivi obbligatori di stoccaggio del gas, a differenza dell’Unione Europea, che ha introdotto nuove regole dopo la crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina. L’amministratore delegato di Centrica, Chris O'Shea, ha evidenziato come la carenza di stoccaggio rappresenti un punto debole rispetto agli standard europei.
I prezzi nel breve e medio periodo potrebbero subire una diminuzione della volatilità.
Energy news 28 gennaio 2025