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CBAM: VIA LIBERA ALL’ESENZIONE SOTTO LE 50 TONNELLATE. LE PMI TIRANO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO

AMBIENTE E SICUREZZA

Il Parlamento UE approva le semplificazioni al CBAM: esenzione fino a 50 tonnellate annue e procedure più snelle per autorizzazioni e calcolo delle emissioni. Dal 2026 tutti gli obblighi diventeranno operativi.


Una semplificazione attesa

Il Parlamento europeo ha approvato il 10 settembre il pacchetto di semplificazioni al CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), lo strumento con cui l’UE vuole tassare le importazioni da Paesi extraeuropei in base alle emissioni di CO₂. L’obiettivo è tutelare le imprese europee dalla concorrenza di chi produce in aree con standard ambientali più bassi.

Il cosiddetto “pacchetto Omnibus” introduce misure pensate per ridurre gli oneri burocratici, una delle principali preoccupazioni per le piccole e medie imprese.


L’esenzione sotto le 50 tonnellate

La novità più rilevante è l’esenzione per chi importa merci soggette al CBAM in quantità inferiore a 50 tonnellate all’anno. Questo significa che molte PMI, spesso coinvolte solo marginalmente in flussi di importazione, non dovranno sobbarcarsi gli adempimenti legati al meccanismo.


Altri alleggerimenti in arrivo

Oltre all’esenzione, sono previste semplificazioni su diversi fronti:

  • Autorizzazioni: procedure più snelle per diventare “dichiarante autorizzato CBAM”, cioè l’unico soggetto abilitato a importare merci coperte dal regolamento.
  • Calcolo delle emissioni: regole più chiare e uniformi per determinare l’impatto ambientale dei prodotti importati.
  • Verifiche e responsabilità: linee guida più semplici per i controlli e per la gestione delle garanzie finanziarie da parte dei dichiaranti.


Tempistiche e obblighi futuri

Il testo dovrà ora ricevere l’ok definitivo dal Consiglio UE e diventerà legge tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Resta fermo che dal 1° gennaio 2026 il CBAM entrerà pienamente in vigore: da quella data tutte le imprese interessate dovranno operare attraverso un dichiarante autorizzato. Per chi rientra nel perimetro di applicazione, è quindi cruciale muoversi fin d’ora per ottenere questa qualifica.


Box operativo – Cosa deve fare una PMI già oggi

  1. Informarsi e verificare l’impatto
    • Controllare se i propri prodotti o materie prime rientrano tra quelli soggetti al CBAM (cemento, acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità, idrogeno).
    • Strumenti utili: Portale CBAM della Commissione UE.

  2. Contattare gli enti di supporto
    • Rivolgersi alla Camera di Commercio o alle associazioni di categoria per consulenze specifiche e aggiornamenti normativi.
    • Monitorare le comunicazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

  3. Avviare la procedura per il dichiarante autorizzato
    • Iniziare a raccogliere la documentazione necessaria per ottenere lo status di dichiarante autorizzato CBAM.
    • Prepararsi a gestire la rendicontazione delle emissioni tramite piattaforme digitali messe a disposizione dall’UE.


Riferimenti normativi

  • Regolamento (UE) 2023/956 che istituisce il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).
  • Proposta di Regolamento “Omnibus” della Commissione europea (COM(2023) 956), approvata dal Parlamento europeo il 10 settembre 2025.
  • In Italia, il recepimento e l’applicazione del CBAM saranno coordinati dal MIMIT e dal MASE, con provvedimenti attuativi in via di definizione.

Glossario

  • CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): tassa ambientale sulle importazioni da Paesi extra-UE, basata sulle emissioni di CO₂.

  • Dichiarante autorizzato CBAM: unico soggetto abilitato a importare merci coperte dal regolamento.

  • Pacchetto Omnibus: insieme di modifiche legislative europee per semplificare regolamenti già in vigore.


Per approfondire

  • Il Sole 24 Ore – Economia e imprese
  • Ministero delle Imprese e del Made in Italy
  • Commissione europea – Politiche climatiche