La nuova normativa europea (Decisione 2025/934/Ue), entrata in vigore il 9 giugno 2025, introduce importanti cambiamenti nella classificazione e gestione dei rifiuti di batterie che si applicherà dal 9 novembre 2026.
La nuova decisione è stata prevista dal Regolamento (UE) 2023/1542 (Regolamento Batterie) che ha espressamente delegato alla Commissione Europea il compito di aggiornare l'elenco dei codici dei rifiuti per allinearlo alle nuove esigenze di classificazione delle batterie.
Le novità riguardano:
- Nuovi codici per le batterie ed i rifiuti di batterie e l'integrale riscrittura del capitolo 1606;
- Nuovi codici pericolosi ad hoc per identificare le frazioni intermedie dal trattamento dei rifiuti delle batterie denominate "massa nera" e divieto di esportazione verso Paesi non Ocse;
- Nuovo codice specifico per la raccolta differenziata urbana delle batterie a base di litio;
- Soppressione dei codici EER 190211, 200133 e 200134.
La "massa nera" (Black Mass) è una polvere scura, ricca di metalli (litio, cobalto, nichel, manganese, grafite), che si ottiene dalla frantumazione e dal primo trattamento meccanico delle batterie a fine vita, in particolare quelle al litio. Finora, non esisteva un codice EER specifico. Veniva spesso classificata con codici generici, a volte come rifiuto non pericoloso, creando ambiguità e rischi ambientali.
La decisione introduce codici EER specifici e pericolosi per la massa nera. Questo significa che sarà identificata in modo univoco come rifiuto pericoloso. La classificazione come rifiuto pericoloso attiva il divieto di esportazione verso Paesi non appartenenti all'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), come previsto dal Regolamento UE sulle spedizioni di rifiuti.
L'obiettivo è duplice:
- Evitare che materiali potenzialmente dannosi vengano smaltiti in Paesi con standard ambientali meno rigorosi.
- Mantenere all'interno dell'UE materie prime critiche preziose (contenute nella massa nera) per favorire l'economia circolare.
Il capitolo 16 06 ("Batterie ed accumulatori") non viene solo aggiornato, ma completamente riscritto. Questo implica che tutti gli operatori del settore (produttori, gestori di rifiuti, impianti di trattamento) dovranno rivedere le loro procedure di classificazione.
I codici che vengono eliminati sono:
- 20 01 33*: Rifiuto urbano pericoloso relativo a batterie e accumulatori
- 20 01 34: Rifiuto urbano non pericoloso relativo a batterie e accumulatori
- 19 02 11*: Rifiuto pericoloso generico derivante da trattamenti specifici
La loro eliminazione è una conseguenza logica della creazione di codici molto più specifici nel nuovo capitolo 16 06, che rendono superflue queste voci generiche.
La norma stabilisce che intere categorie di batterie, una volta diventate rifiuto, siano automaticamente classificate come pericolose, senza necessità di ulteriori analisi. Questo riguarda:
- Tutti i rifiuti di batterie al Litio (es. Ioni di Litio, Litio-Polimero, ecc.);
- Rifiuti di batterie al Nichel-Zinco (Ni-Zn);
- Rifiuti di batterie al Sodio-Zolfo (Na-S);
- Rifiuti di batterie Alcaline (es. le comuni stilo e ministilo).
L'introduzione di un nuovo codice specifico per la raccolta differenziata urbana delle batterie al litio ha un'importante conseguenza pratica: i Comuni e le aziende di igiene urbana dovranno gestire i rifiuti di batterie al litio (provenienti da cellulari, PC, power bank, piccoli elettrodomestici) con un flusso separato e tracciato, identificato da un codice di rifiuto pericoloso dedicato. Questo migliora la sicurezza (riducendo il rischio di incendi nei centri di raccolta) e la tracciabilità per il successivo riciclo.
In sintesi, la nuova normativa aumenta il livello di dettaglio e di rigore nella gestione dei rifiuti di batterie, allineando la classificazione legale alla reale composizione chimica e pericolosità dei materiali, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza, la tracciabilità e promuovere un'economia circolare all'interno dell'UE.
Per maggiori informazioni, consultare il sito della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Fonte: Ecocamere
Api Notizie n.30 del 26 agosto 2025