LASERVIDEO CRESCE CON LA TECNOLOGIA - Gazzetta di Mantova 6 ottobre

Rassegna stampa

Laservideo cresce con la tecnologia
Gazzetta di Mantova - martedì 6 ottobre 2020 pag. 9

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GAZZETTA 06102020 LASERVIDEO ESTRATTO

Nasce a Suzzara il distributore Covid-free per tabaccai: la ditta era nata in un retrobottega e lavorava con i Vhs

SABRINA PINARDI
05 OTTOBRE 2020
SUZZARA. È made in Suzzara il primo distributore per tabaccai “Covid free”. Con tecnologia che garantisce un processo di sanificazione automatica del vano prodotti. Brevettato a prova di virus. Presentato a Roma un paio di settimane fa, è una creazione della Laservideo, che progetta distributori dagli anni Novanta.

L’azienda, nata nel 1989 in un retrobottega, partita con le videocassette e poi dirottata dal mercato su tabaccherie e farmacie, l’anno scorso ha chiuso con un fatturato di 17 milioni di euro. Il segreto? La ricerca. Che consente di sfornare 4 o 5 brevetti l’anno. Anche l’ultima trovata è nata così. Da un bisogno che gli ingegneri di casa hanno trasformato in opportunità. «Tutti i distributori automatici hanno una zona in cui il prodotto cade e l’utente lo raccoglie - racconta Massimo Flisi, amministratore unico - e siccome questa zona viene toccata da molti clienti, soprattutto in macchine che fanno centinaia di erogazioni al giorno, potrebbero sorgere problemi di igiene. Per questo abbiamo pensato alla sanificazione. Che però è parte di un sistema più ampio, in cui il cliente non tocca mai la macchina. E l’unica cosa che tocca viene disinfettata».



Il cliente sceglie il prodotto con un comando vocale o attraverso un’app sul telefonino. Il pagamento, poi, avviene senza bisogno di toccare la macchina: con la carta di credito e il contactless oppure con il sistema bancomat pay: «Anche questa è una novità - prosegue Flisi - Scelto il prodotto, il distributore proietta un QR code: inquadrandolo, il telefono apre direttamente la app della propria banca e il pagamento avviene con addebito sul conto corrente».
A pagamento avvenuto, lo sportello si apre per il ritiro. Il vano oggetti deve per forza essere toccato, ma viene sanificato periodicamente. Al momento, il sistema funziona sui distributori per le tabaccherie, ma presto potrebbe interessare anche quelli delle farmacie, per il quale l’azienda guarda con interesse al mercato estero. «Per le tabaccherie ci rivolgiamo principalmente all'Italia, perché i nostri distributori sono macchine complesse, monitorate a distanza da una centrale operativa, con le quali è possibile pagare i bollettini postali, fare le ricariche telefoniche, acquistare gratta e vinci. All’estero chiedono distributori molto più semplici. Per il segmento farmacie, che abbiamo cominciato a trattare da qualche mese, potrebbero aprirsi, invece, nuovi mercati».

A evoluzioni e cambiamenti di rotta, l’azienda, del resto, è abituata. «Siamo nati nell’89 nel retrobottega della macelleria di mio padre. Costruivamo artigianalmente i primi distributori. Fino al 2009 abbiamo realizzato distributori per gli home video e siamo arrivati a esportare fino al 70% della produzione. Ma il 2009 è stata l’anno della svolta: siamo entrati nel settore tabaccherie e abbiamo creato macchine che prima non esistevano». L’anno scorso l’azienda ha chiuso con il miglior fatturato di sempre, 17 milioni (più 60% rispetto all’anno prima), grazie a brevetti importanti. E dai 35 dipendenti del 2009 è passata ai 65 attuali (e la ricerca di personale è ancora aperta), cui si aggiungono 50 agenti. L’età media è di poco più di 34 anni: soprattutto ingegneri e periti dall’Itis.