POMPEA, NUOVO CDA CON A CAPO POSENATO PER CRESCERE IN RUSSIA - Gazzetta di Mantova 14 novembre

Rassegna stampa

Un consiglio di amministrazione rinnovato per lanciare la sfida al mercato russo, con un nuovo presidente-amministratore delegato. La Pompea, il colosso di Medole che produce ogni anno 50 milioni di collant, 20 milioni di calzini in cotone e 10 milioni di capi di intimo, guarda al futuro. Da un mese e mezzo a guidare l'azienda c'è l'ex sindaco di Castel Goffredo, nonché imprenditore di successo nel settore del tessile, Alfredo Posenato.Per lui si tratta di un rientro dopo aver fatto parte del cda già nel 2015. Accanto avrà, come consiglieri indipendenti, la new entry Elena Balduzzi, bresciana, responsabile finanziario di società del finanziere e imprenditore Romain Zaleski, e Antonella Negri Clementi, milanese, presidente e ceo di Global strategy, società di consulenza strategica e finanziaria, oltre ai fratelli Alessandro e Alberto Rodella, figli di Adriano, fondatore della Pompea, nominato presidente onorario dopo aver lasciato il cda. Da cui esce anche Andrea Pizzocolo, a cui è stato affidato il ruolo di direttore generale della società di proprietà della famiglia Rodella.«Quella di avere dei consiglieri indipendenti nel cda - spiega Alessandro Rodella - è una scelta per venire incontro alla famiglia nel prendere le decisioni migliori, per avere soluzioni meno di pancia e più condivise e pensate nella gestione della società». Con il nuovo assetto si può guardare allo sviluppo dei prossimi anni, dopo che il presente è già tinto di rosa: basti pensare che il fatturato di quest'anno sarà di 78 milioni di euro, in crescita di circa 4 milioni rispetto a quello dell'anno scorso, che l'esposizione finanziaria si è ridotta a 12 milioni e che l'utile previsto a fine anno si profila buono. «Quest'anno - dice Alessandro - abbiamo un paio di collant innovativi che sono in fase di test e che ci stanno già dando soddisfazioni. Il primo si chiama Estasi, un nome per scioccare le consumatrici e spingerle a provarlo; è un articolo estremamente morbido, una carezza di velluto sulle gambe, fatto con filati in nano fibre. Il prossimo inverno lo lanceremo sul mercato. Poi c'è Paradise, un collant di nuova concezione, confortevole, bello a vedersi, moderno e senza cuciture, che manda in paradiso chi lo indossa». E poi c'è la linea Orange, collant, intimo e calzini tutti di colore arancione, simpatici e facilmente riconoscibili, dedicata alla rete di vendita al di fuori dell'ipermercato classico: «Li abbiamo distribuiti nei canali alternativi - spiega Alessandro Rodella - come le catene che vendono scarpe. Inoltre, abbiamo stretto un accordo di partnership con la società Autogrill, fino al giugno 2021. Abbiamo studiato degli appositi cornerini nei punti vendita della società lungo le autostrade con i nostri prodotti Orange che si notano subito».Il progetto Russia è quello che, in questo momento, sta assorbendo le maggiori energie di Pompea; grazie al clima freddo, l'espansione su quel mercato, e sugli altri dell'est europeo, è strategica per il futuro: «Stiamo entrando nelle catene di distribuzione della Russia con un partner che ci dà soddisfazioni. Nel giro di tre anni - annuncia - quel mercato rappresenterà il 20% del nostro fatturato. Abbiamo tutto per sfondare nel mercato russo: il brand, il partner giusto in grado di garantire una distribuzione capillare del prodotto e una parte della produzione rifinita in Serbia, dove non ci sono dazi verso la Russia. Siamo rimasti in tre del nostro settore ad esportare là».La dimensione internazionale di Pompea si è rafforzata anche con l'accordo raggiunto con un'importante catena di distribuzione austriaca (top secret il nome), per un progetto di category management per valorizzare la vendita dei prodotti: «È un progetto che abbiamo studiato con il professor Ravazzoni di Parma, specializzato nei beni di marca di largo consumo. Quella società austriaca ha aderito molto volentieri perché aveva bisogno di migliorare gli scaffali del tessile nei suoi punti vendita togliendo i doppioni e gli articoli che non vanno per sostituirli con altri e dare loro più appeal in modo da fidelizzare i consumatori. Siamo i primi in Italia a introdurre questo progetto nel nostro settore ed entro fine febbraio 2020 partirà in un iper e in un superstore al Nord Italia che, in questo momento, mi sento di tenere riservati perché vorremmo replicare il progetto con altri clienti». 

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