Pubblicato il cd. Decreto che modifica i congedi parentali

Lavoro

In data 13 agosto p.v. entrerà in vigore il decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105 che introduce importanti novità in materia di conciliazione vita-lavoro.

Congedo paternità
Viene stabilizzato il congedo di paternità di 10 giorni.
Il lavoratore padre[1], dai due mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i cinque mesi successivi, ha diritto a 10 giorni di congedo[2] non frazionabili ad ore da utilizzare anche in maniera non continuativa[3].
Il congedo consiste in un'indennità giornaliera pari al 100 % della retribuzione.
Per richiedere il congedo, il padre comunica i giorni:
In forma scritta[4];
Almeno 5 giorni prima della fruizione;
ove possibile in relazione all'evento nascita, sulla base della data presunta del parto, fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione collettiva.

Congedo parentale
L’ipotesi di congedo parentale, in presenza di un solo genitore – anche in virtù di un affidamento esclusivo – viene portata ad 11 mesi.
Il trattamento economico del congedo parentale viene sensibilmente modificato:

prima del 13 agosto 2022

dal 13 agosto 2022

30% della retribuzione per un massimo complessivo tra genitori di 6 mesi, fino al sesto anno di vita del bambino, anche nel caso di prolungamento del congedo per minore con handicap in situazione di gravità

30% della retribuzione per ciascun genitore di 3 mesi, fino al dodicesimo anno di vita del bambino

Ulteriore periodo di tre mesi indennizzati al 30% della retribuzione per uno dei due genitori, fino al dodicesimo anno di vita del bambino

Nel caso vi sia un solo genitore, un'indennità pari al 30 % della retribuzione per un periodo massimo di nove mesi

L’indennità al 30% della retribuzione è dovuta per tutto il periodo di prolungamento del congedo parentale in caso di minore con handicap in situazione di gravità (ovverosia tre anni)

Per periodi di congedo parentale ulteriori a quanto sopra previsto è dovuta un'indennità pari  al  30  % della retribuzione, a condizione che  il  reddito  individuale dell'interessato sia inferiore a 2,5 volte l'importo del  trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, fino all’ottavo anno di età del bambino

Per periodi di congedo parentale ulteriori a quanto sopra previsto è dovuta un'indennità pari  al  30  % della retribuzione, a condizione che  il  reddito  individuale dell'interessato sia inferiore a 2,5 volte l'importo del  trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, fino al dodicesimo  anno di età del bambino

I periodi di congedo parentale sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla  tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia.

I periodi di congedo parentale sono computati nell'anzianità di servizio e non comportano riduzione di ferie, riposi, tredicesima mensilità o gratifica natalizia, ad eccezione degli emolumenti accessori connessi all'effettiva presenza in servizio, salvo quanto diversamente previsto dalla contrattazione collettiva.

Il mancato rispetto delle predette disposizioni non solo è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria ma può anche impedire il conseguimento della certificazione della parità di genere (si vedano circolari Parametri per il conseguimento della certificazione della parità di genere pubblicata in data 7 luglio 2022 e Disposizioni in materia di pari opportunità in ambito lavorativo – Dalla certificazione della parità di genere alla premialità di parità per le aziende pubblicata in data 19 novembre 2011) o di analoghe certificazioni previste dalle regioni e dalle province autonome nei rispettivi ordinamenti, ove le infrazioni siano rilevate nei due anni antecedenti alla richiesta delle predette certificazioni.

Trasformazione da part-time a full-time e viceversa

La lavoratrice o il lavoratore che richiede la trasformazione del contratto, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro. Qualunque misura adottata in violazione del precedente periodo è da considerarsi ritorsiva o discriminatoria e, pertanto, nulla.

Per maggiori chiarimenti, si pubblica il decreto legislativo in commento.

[1] Anche adottivo o affidatario.

[2] In caso di parto plurimo, la durata del congedo è aumentata a venti giorni lavorativi.

[3] Il congedo è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio.

[4] La forma scritta della comunicazione può essere sostituita dall'utilizzo, ove presente, del sistema informativo aziendale per la richiesta e la gestione delle assenze.

Scaricate il Decreto Famiglia